Mercati finanziari con i nervi a fior di pelle

Indici_borsa_sliderIl giovedì nero causato da una miscela di esternazioni di Passera e Monti. Oggi con il vertice dell’Ecofin torna il sereno

 

ROMA – C’è dell’isterismo nei mercati finanziari. Quando ieri le Borse hanno chiuso in netta flessione (Milano ha guadagnato la maglia nera in Europa con un meno 3,3%) e lo spread dei titoli di Stato italiani rispetto ai tedeschi ha fatto un salto in su  (Btp-Bund a 340 punti) dopo settimane di continua discesa, è stato il panico.

La ricomparsa dello spettro della speculazione internazionale è stato alimentato da una miscela esplosiva in cui è stato messo di tutto: le esternazioni di Passera sulla recessione “lunga”, i dubbi sulla riforma italiana del mercato del lavoro, l’inasprimento della crisi in Spagna, Portogallo e Irlanda, le resistenze tedesche sull’aumento delle risorse del Fondo salva stati alla vigilia della riunione dell’Ecofin, la crescita inarrestabile del prezzo della benzina alla pompa e delle conseguenti spinte inflazionistiche.

Poi ci è messo pure zio Mario (Monti) ad esternare da Tokio, tramite Corsera, sulle riserve dei mercati riguardo al mercato del lavoro italiano (!). “Con quali tempi il Parlamento approverà la riforma proposta dal governo? La sua portata riformatrice verrà mantenuta sostanzialmente integra o verrà diluita?”. Qualcuno potrebbe attribuire al governo («tecnico») il merito dei rapidi cambiamenti in corso, così che potrebbe sorgere il dubbio che il nuovo corso possa essere abbandonato quando, dopo le elezioni parlamentari, torneranno governi «politici».

Non è del tutto chiaro se si tratta di interrogativi retorici o se veramente è convinto che dall’art. 18 dipendono le sorti ultime di questo Paese. Il premier comunque sostiene che “finché questi dubbi non saranno dissipati, la fase attuale verrà considerata come una interessante ‘parentesi’, degna forse di qualche investimento finanziario a breve termine. Ma le imprese straniere, come del resto quelle italiane, saranno riluttanti a considerare l’Italia un luogo conveniente nel quale investire e creare occupazione”.

Stamattina però, passata ‘a nuttata, i corsi azionari hanno ripreso a salire e lo spread è calato leggermente. Lo scenario si è fatto meno cupo e si guarda con un po’ più di ottimismo al vertice dei ministri delle Finanze europei che inizia oggi a Copenhagen e che dovrebbe sancire il rafforzamento del firewall contro la crisi del debito.

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