Spese pazze alla Camera: dove sono finiti i sacrifici?

camera-dei-deputatiAgli ex presidenti benefit fino al 2013. Intanto esplode lo scandalo della “carta”: così lievitano i costi di cancelleria

 

ROMA – Casta sì, casta no. Da tempo ormai si discute sulla capacità dei politici italiani di avvicinarsi alle esigenze dei cittadini. Soprattutto in un periodo di grave crisi economica, in cui ai comuni mortali sono richiesti sacrifici enormi, con tanto di “lacrime e sangue”, per dirla con le parole più volte utilizzate dal ministro Elsa Fornero, la classe politica ha più volte sottolineato la sua volontà di ridurre i privilegi che la propria condizione di cittadini a servizio dello Stato comporta. Riduzione del numero dei parlamentari, minori spese nei servizi di Camera e Senato, taglio agli stipendi dei parlamentari. Negli ultimi mesi se ne sono sentite di tutti i colori. Buone le intenzioni, ma in pratica, cosa è stato fatto nei palazzi della politica per colmare la distanza tra la casta e i cittadini?

Ieri si è svolto a Montecitorio l’ultimo atto di una serie di provvedimenti per ridimensionare i privilegi dei politici. L’ufficio di presidenza della Camera ha infatti cancellato i benefit a vita per tutti gli ex presidenti, seguendo la scia già segnata dal Senato. Pertanto, tutti gli ex presidenti potranno godere di uffici, auto e segreterie per dieci anni a partire dalla fine dell’incarico. Immancabile l’eccezione: per gli ex presidenti eletti deputati nella scorsa o nell’attuale legislatura i 10 anni decorreranno a partire dalla fine di quest’ultima. Dunque, tagli sì ma dal 2013. In sostanza, a non essere interessati dal provvedimento saranno soltanto Pietro Ingrao, che ha terminato il suo mandato nel 1979, e Irene Pivetti. Più fortunati invece Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini che godranno per un’altra decade dei privilegi da ex presiedenti della Camera.

Naturalmente, l’ex leghista non ci sta. “Stanno colpendo delle povere persone, dei privati cittadini, che hanno la sola colpa di lavorare accanto a una persona che non è amata dal Palazzo” ha tuonato la Pivetti, riferendosi al personale di servizio . “E’ il risultato di un clima forcaiolo che non distingue i bersagli. Un assurdo paradosso che, per colpire la Casta, finisce per colpire chi con la Casta non c’entra nulla, come me o Ingrao, buttando per strada degli onesti lavoratori”.

Ma c’è anche chi cerca di dare il buon esempio. Pare infatti che Casini abbia rinunciato ai benefit da ex presidente a Montecitorio. “Questa delibera mi assegna dei benefit ai quali rinuncio con decorrenza immediata, a partire da stamattina”, è stato il suo commento.

Ma non solo il provvedimento in questione ha agitato gli animi dei deputati. Come racconta il quotidiano “La Repubblica”, lo scandalo delle spese inutili di Montecitorio non accennerà a placarsi neanche dopo questa decisione. Si parla infatti di compere pazze per il Palazzo, che ogni anno con l’acquisto di  ventiquattromila fogli intestati e altri mille bianchi per le fotocopie, insieme ad altre voci,  fanno lievitare a un milione di euro tondo, per il 2012, la spesa annua per “Carta, cancelleria e materiali di consumo d’ufficio”. Incredibile ma vero, a ogni parlamentare viene dato in dotazione un chilo e mezzo di colla liquida all’anno. Ovviamente a spese dei cittadini.

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