Disoccupazione, il 31,9 dei giovani è senza lavoro

Disoccupazione_precari_sliderDati allarmanti dall’Istat. La disoccupazione fra i giovani è al top dal ’92: quasi uno su tre non lavora

 

ROMA – Sul fronte del lavoro arrivano dati preoccupanti dall’istat. A febbraio 2012 gli occupati sono 22.918 mila, in diminuzione dello 0,1% (-29 mila unità) rispetto a gennaio. Il calo riguarda la sola componente femminile. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente l’occupazione segna un aumento dello 0,1% (16 mila unità). Il tasso di occupazione si attesta al 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e in aumento 0,1 punti in termini tendenziali.

Il numero dei disoccupati, pari a 2.354 mila, aumenta dell’1,9% (45 mila unità) rispetto a gennaio. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 16,6% (335 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di disoccupazione si attesta al 9,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e di 1,2 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pari al 31,9%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua, prosegue l’Istat.

Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente. In confronto a gennaio, il tasso di inattività risulta in diminuzione di 0,1 punti e si attesta al 37,2%.

Nel mese di febbraio l’occupazione maschile segnala una variazione congiunturale positiva (+0,1%), mentre nel confronto su base annua registra una diminuzione dello 0,4%. La disoccupazione maschile cresce dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 16,8% nei dodici mesi. Il numero di donne disoccupate aumenta del 4% rispetto a gennaio e del 16,3% su base annua. Il tasso di disoccupazione maschile (pari all’8,6%) è stabile nel confronto con gennaio e cresce di 1,2 punti rispetto all’anno precedente; quello femminile (pari al 10,3%) e’ in aumento di 0,4 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,3 punti rispetto a febbraio 2011.

Nel quarto trimestre 2011 il numero degli occupati cresce in termini tendenziali dello 0,1% (+18.000 unità). La contenuta variazione positiva sintetizza, da un lato, il nuovo incremento degli stranieri e l’aumento dell’occupazione degli italiani con almeno 55 anni e, dall’altro, la persistente discesa del numero dei giovani occupati -rileva l’Istat-.

Al calo dell’occupazione italiana rispetto a un anno prima (-98.000 unità) si associa il significativo sviluppo di quella straniera (+116.000 unità). Tuttavia, mentre il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile su base annua al 56,5%, quello degli stranieri è in ulteriore significativa riduzione: dal 62,1 del quarto trimestre 2010 al 60,8%.

Nel quarto trimestre 2011 il tasso di disoccupazione è pari al 9,6% (+0,9 punti percentuali rispetto a un anno prima). Il tasso di disoccupazione maschile, dopo tre consecutive flessioni, aumenta su base annua di 0,9 punti percentuali, portandosi all’8,7%; quello femminile aumenta di 0,8 punti, posizionandosi al 10,8%.

Nel Nord la crescita tendenziale dell’indicatore (dal 6,2% al 6,7%) è dovuto in misura più ampia alla componente maschile; nel Centro il tasso sale dal 7,9% del quarto trimestre 2010 al 9,2%, a motivo della crescita sia delle donne sia degli uomini. Nel Mezzogiorno l’indicatore risulta pari al 14,9% (era il 13,6% nel quarto trimestre 2010). Il risultato sconta l’incremento del tasso di disoccupazione degli uomini (dall’12,6% al 13,4%) e quello particolarmente significativo delle donne (dal 15,4% all’attuale 17,4%).

Il tasso di disoccupazione degli stranieri si porta al 14,8% a fronte del 12,2% del quarto trimestre 2010. L’indicatore continua a crescere per gli uomini (dall’11,2% al 12,6%) e soprattutto per le donne (dal 13,6% al 17,7%).
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge il 32,6% (era il 29,8% un anno prima). L’indicatore aumenta per gli uomini in tutte le ripartizioni, in misura più intensa nel Mezzogiorno; con l’esclusione del Nord, il tasso cresce anche per le donne e tocca un massimo del 49,2% per le giovani donne del Mezzogiorno. Nella classe tra i 20 e i 24 anni il tasso di disoccupazione si attesta al 28,7% (era 25,8% nel quarto trimestre 2010).

Dopo la moderata discesa del precedente trimestre, tra ottobre e dicembre 2011 il numero di inattivi in età compresa tra 15 e 64 anni registra un nuovo più forte calo su base annua (-1,2%, pari a -183.000 unità). La riduzione nel Nord (-1,9%, -105.000 unità) e nel Mezzogiorno (-1,3%, pari a – 87.000 unità) interessa sia gli uomini sia soprattutto le donne. Nel Centro la lieve crescita del numero degli inattivi (+0,3%, pari a 9.000 unità) sintetizza l’incremento della componente maschile e la flessione di quella femminile, aggiunge l’Istat.

Il calo tendenziale del numero degli inattivi deriva dalla nuova robusta riduzione della componente italiana (-237.000 unità) non compensata dall’ulteriore moderato aumento di quella straniera (+54.000 unità). Con riguardo a tale componente, l’inattività interessa giovani impegnati in percorsi di studio e, in misura meno consistente, donne che non hanno cercato un impiego per ragioni familiari.

Il numero dei disoccupati registra un forte aumento su base tendenziale (+11,4%, pari a 249.000 unità), portandosi a 2.429.000 unità. La crescita, che riguarda sia gli uomini sia le donne, interessa l’insieme del territorio nazionale. Sale nuovamente infine l’incidenza della disoccupazione di lunga durata, dal 48,4% del quarto trimestre 2010 al 50,6%.

Questa mattina un gruppo di precari dell’Istat, circa una quarantina, è entrato nella sala stampa dell’Istituto di statistica, poco prima delle 09,30, ovvero dell’inizio del briefing sui dati relativi a occupati e disoccupati. Dai precari, che hanno riempito la sala stampa, è stato presentato un sorta di ‘contro comunicato’, intitolato ‘Precari: occupati o pre-disoccupati?’, in cui viene riportato che: “L’Istat si avvale del contributo di 419 tra ricercatori, tecnologi e collaboratori tecnici a tempo determinato, assunti a seguito di una procedura concorsuale analoga a quella prevista per l’assunzione a tempo indeterminato”.

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