Festa del Cinema, una bagarre di nomi e di stipendi

roma-filmfest-SLIDERNulla di fatto dal Cda della Fondazione. Rimandata la nomina del nuovo dg e la firma del compenso di Muller


 

ROMA – Era convocato per ieri, dopo due sedute rimandate, il consiglio di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma dove all’ordine del giorno, oltre all’esame del bilancio consuntivo 2011 e al complicato contratto del neo direttore artistico, Marco Müller, c’era la nomina del nuovo direttore generale. Ma su questo punto non si è trovato l’accordo e il tutto è stato ancora una volta rimandato.

Il candidato unico per sostituire l’esperta Francesca Via (fra le ultime rappresentanti della squadra dell’ex presidente Rondi) è almeno allo stato attuale Lamberto Mancini, il manager che ha già fatto discutere neanche arrivato. Il futuro dg, oltre a chiedere per l’incarico un compenso di 200 mila euro (la Via ne guadagnava circa la metà), se eletto andrebbe a cumulare ben tre poltrone. Attualmente Mancini oltre ad essere ad di Cinecittà Studios è infatti anche segretario generale di Anica, l’associazione che rappresenta produttori e distributori cinematografici. Ma in una lettera inviata a La Repubblica, il manager annuncia pubblicamente che nel momento in cui assumerà l’incarico di direttore generale della Fondazione Cinema per Roma, si dimetterà dall’incarico di amministratore delegato di Cinecittà Studios.

Mancini spiega di aver proposto “condizioni contrattuali che potessero agevolare il mio ingresso” tra cui, appunto, le dimissioni dall’incarico in Cinecittà. Inoltre, scrive il manager, “ho proposto la retribuzione lorda di 150mila euro, che rappresenta un taglio del 25% rispetto alla mia attuale retribuzione lorda, di 200mila euro”.

Il passaggio alla Festa del Cinema con lo stesso inquadramento, scrive, “non inciderebbe negativamente sui costi della Fondazione: ho previsto una clausola di risoluzione con un costo certo e predeterminato, che nei primi anni è inferiore al costo che emergerebbe dalla classica clausola di salvaguardia dei contratti dirigenziali a tempo determinato”. Infine, ci tiene a specificare Mancini, “il mio incarico non sarebbe di natura politica bensì manageriale e gestionale”.

Resta il fatto che in un momento nel quale non è stato ancora approvato un piano previsionale di spesa e alcuni rappresentante della Fondazione lamentino l’eccessivo numero di dipendenti dell’ente, si provveda ad una nuova assunzione.
Nulla si sa invece per il momento sull’altra grana che i soci hanno dovuto affrontare: il contratto del direttore Müller sul quale si sta ancora trattando da ormai più di due settimane.

La cosa è diventata infatti più complicata di quanto si pensasse. Oltre al compenso (200mila euro più le spese del trasloco dalla Svizzera) al quale, per poter giustificare la cifra verrebbero affidati a Muller anche i ruoli di direttore del mercato, in sostituzione del dimissionario Roberto Cicutto, e la direzione del Festival della Fiction, ci sarebbe anche la richiesta del neo direttore di assumere una squadra di suoi fidi collaboratori, pare una quindicina di nomi, sia sul versante tecnico, sia per ciò che concerne la comunicazione e la squadra di esperti, incaricati di scovare i film da portare al festival.

Sul tema degli stipendi dei manager del Festival è intervenuto anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. “Vigileremo con grande attenzione affinché i soldi dei cittadini non vengano sperperati in stipendi folli o pretese esose”, ha dichiarato Zingaretti. “In questo momento di grande crisi – continua – bisogna anche dare dei segnali. Da parte nostra stiamo collaborando al 100%. Malgrado non condividessimo nulla delle scelte fatte abbiamo confermato il nostro impegno economico. Ma certo, anche viste le notizie sui giornali difenderemo la dignità e soprattutto il rispetto delle risorse pubbliche perché queste non sono di qualcun altro ma dei cittadini romani”.

A gettare invece benzina sul fuoco ci ha pensato il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, secondo cui “la Festa del Cinema di Alemanno e Polverini più che sfornare eventi per la città, sforna solo stipendi d’oro. Speriamo – ha concluso Foschi – che il presidente Ferrari dica qualcosa contro questo vergognoso andazzo”.

Nonostante i diktat del neo assunto, nonostante le difficoltà economiche e il buco di bilancio della Fondazione, “il Festival del Cinema si farà e sarà eccezionale”. Ad assicurarlo il sindaco Alemanno che ha voluto così smentire le voci su una possibile cancellazione dell’edizione 2012 visti i buchi di bilancio e i ritardi della macchina organizzatrice ed editoriale. “Müller – ha aggiunto il primo cittadino – sta già lavorando da tempo e quindi non siamo in ritardo sul programma del festival”. Rassicurazioni sono giunte anche da Renata Polverini, “il festival non è assolutamente a rischio”.

Rassicurazioni, appunto. Ora servirebbero i fatti.

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