Rignano choc: chiesti 12 anni per i pedofili della scuola “Olga Rovere”

asiloRignanoFlaminioAl termine della requisitoria, il pm ha avanzato la richiesta per i 5 imputati. Prossimo appuntamento, il 16 aprile

ROMA – Una richiesta di condanna a dodici anni di reclusione per tutti e cinque gli imputati. Così si è conclusa la requisitoria del pubblico ministero Marco Mansi nel processo di Tivoli sui presunti abusi sessuali avvenuti ai danni di 21 bambini della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio durante l’anno scolastico 2005/2006.

Le accuse mosse ai cinque mostri, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, alla bidella Cristina Lunerti e all’ex sceneggiatore televisivo Gianfranco Scancerello, sono pesantissime: le carte del pm parlano infatti di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza a seconda delle singole posizioni processuali. Inoltre, è stata richiesta anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, un testimone e il benzinaio cingalese, la cui posizione era stata archiviata.

I fatti risalirebbero a sette anni fa. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i piccoli sarebbero stati sottoposti ad atti di “sevizia e crudeltà”, nonché ad assistere e a partecipare ad atti a sfondo sessuale in orario scolastico nei locali della scuola “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Il caso era scoppiato nel luglio del 2007, quando tre famiglie avevano presentato ai carabinieri la prima denuncia con un’accusa terribile: i nostri figli hanno subito abusi all’asilo. Il 24 aprile del 2007 vengono arrestate le maestre Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti, la maestra Patrizia Del Meglio e suo marito, l’autore televisivo Gianfranco Scancarello. Avrebbero condotto almeno una ventina di bambini tra i 3 e i 5 anni fuori dalle classi, in case e “castelli cattivissimi” dove tra riti satanici e atti sessuali sarebbe successo di tutto. Viene arrestato anche il benzinaio cingalese del paese, considerato uno degli orchi, poi subito scarcerato.

Il Tribunale del riesame, dopo 17 giorni, libera i cinque arrestati perché c’è stata “una forte e tenace pressione”. La Cassazione conferma. Ma il caso non è chiuso. Nel luglio 2009 viene chiesto il rinvio a giudizio per i cinque indagati. Per la bidella la procura aveva chiesto l’archiviazione ma il gip Elvira Tamburelli l’ha respinta, disponendo l’imputazione coatta. Intanto si è creato un comitato pro genitori. E uno in difesa delle maestre.

Poi gli ultimi atti della vicenda con la requisitoria del pm, che nei giorni scorsi si era servito dell’aiuto del Professor Marcello Chiarotti, docente dell’Università Cattolica, per calare l’ultimo asso in suo possesso per ribadire la colpevolezza degli imputati. Sarebbero, infatti, state trovate sui capelli di due bambine coinvolte nello scandalo della scuola di Rignano tracce di benzodiazepina, ovvero di un potente farmaco che contiene sostanze sedative.

Soddisfazione per la richiesta della procura è stata espressa dai legali delle famiglie dei bambini che hanno denunciato gli abusi. “ questa istanza non servirà di certo ad eliminare i tanti problemi che molti bimbi ancora patiscono”, ha dichiarato l’avvocato Antonio Luigi Cardamone. Che ha poi sottolineato: “Speriamo però che serva ad impedire che si continui a definire i loro genitori visionari e suggestionati. Onorevole Giovanardi docet”. Si tornerà in aula il 16 e il 23 aprile con la parola alle parti civili. Dal 30, in poi, parleranno i difensori degli imputati.

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