Unicredit scommette su Roma e Centro Italia con 5,5 mld

Unicredit_sede_piazza_CordusioPiani di supporto, export e crescita per le oltre 1300 imprese del territorio. Movimenti per il dopo Rampl


ROMA – Mettere a disposizione delle eccellenze del Centro Italia 5,5 miliardi di euro e accompagnare 1300 aziende del territorio nel percorso di internazionalizzazione da oggi al 2015. Questi gli obiettivi di “Unicredit per il Centro”, la declinazione territoriale di “Unicredit per l’Italia”, il manifesto della banca per l’economia del Paese, presentati questa mattina a Roma per la ripresa economica del Centro Italia destinato alle aziende di Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.
L’iniziativa si baserà su due filoni: il supporto ai piani di investimento delle imprese del territorio e l’incentivazione dell’export e di politiche virtuose di internazionalizzazione. “L’obiettivo – ha spiegato Gabriele Piccini, country chairman Italia di Unicredit – è lanciare un progetto di sostegno dell’economia reale con l’obiettivo di favorire la ripresa e il ritorno alla crescita”.

Nello specifico la banca si impegna ad accompagnare all’estero 1300 aziende grazie alla piattaforma Unicredit International e alla sua rete estera, mentre – come spiegato dal responsabile dell’Istituto per il Centro Italia, Felice Delle Femine – l’iniziativa prevede che dei 5,5 miliardi di euro, una parte, 1,2 miliardi, sarà destinata al rafforzamento patrimoniale delle imprese, 1,8 miliardi all’innovazione, 2,5 miliardi saranno destinati al finanziamento e all’ottimizzazione del capitale circolante con un piano specifico su Unicredit Factoring per accelerare lo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.

“Dopo aver portato a termine un’importante operazione di rafforzamento del capitale da 7,5 miliardi di euro, che rendono Unicredit una delle banche più solide nel panorama europeo – ha affermato Piccini – stiamo ora lanciando un progetto di sostegno dell’economia reale del Paese con l’obiettivo di favorire la ripresa e il ritorno della crescita. Questo non è altro che la declinazione effettiva del piano per l’Italia, ma senza una crescita significativa del Paese anche noi avremo poca prospettiva, perciò o i territori si riprenderanno o la situazione sarà dura”, ha spiegato.

Oltre a Piccini e Delle Femine, a presentare il piano c’erano il presidente del Consiglio di Territorio Roma, Giampaolo Letta, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il presidente di Unindustria, Aurelio Regina.

Soddisfatto ovviamente il sindaco che ha sottolineato come ”il piano di Unicredit sia molto importante” definendolo ”un segnale di fiducia e speranza dato al territorio. Roma è coinvolta soprattutto nella filiera del turismo congressuale. L’anno prossimo – ha aggiunto – sarà pronta la Nuvola di Fuksas e questo ci consentirà di rilanciare il turismo congressuale, una cosa che ci permetterà di recuperare altre percentuali di ingressi nella classifica del turismo europeo”.

A livello nazionale intanto continuano a rincorrersi le voci sul prossimo presidente di Unicredit. La procedura di designazione si avvia verso la naturale conclusione. Lunedì 16 aprile è il termine ultimo per la presentazione delle liste ed entro due settimane le Fondazioni azioniste e i soci privati dovranno raggiungere un’intesa sul successore di Dieter Rampl e sui 19 componenti del board.

Oggi a Milano è in programma un nuovo incontro tra gli enti di origine bancaria per verificare il gradimento sui candidati presentati dalla società Egon Zehnder che sta effettuando la procedura di head hunting. Al momento, i nominativi più accreditati sono quelli dell’ex presidente di Eni e Atlantia, Gian Maria Gros-Pietro, dell’ex numero uno di Borsa Italiana, Angelo Tantazzi, del presidente di Allianz Giuseppe Vita e dell’ex ministro dell’Economia nonché manager per l’Italia di Morgan Stanley Domenico Siniscalco. La presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si è chiamata fuori asserendo che la sua candidatura non è un’ipotesi sul tavolo.

Leggermente più complicata la partita delle vicepresidenze che dovrebbero scendere da quattro a due. Confermatissimo sembrerebbe Fabrizio Palenzona che sta coordinando sapientemente il dopo-Rampl. Ma sull’articolo 36 della legge salva-Italia che vieta i doppi incarichi in banche e assicurazioni, il numero due di Unicredit ha dichiarato questa mattina:”Io sono per il totale rispetto della legge”. Alla domanda se avesse già scelto quale dei due incarichi privilegiare, Unicredit o Mediobanca, Palenzona ha risposto: “c’è ancora tempo un mese”.

Resta infine da definire il ruolo del fondo Aabar di Abu Dhabi che potrebbe subentrare in qualche modo alla Libia nell’azionariato della banca.

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