Via libera al decreto per Roma Capitale

romacapitale-SLIDERIl secondo decreto arriverà in Cdm venerdì per l’approvazione. Ora nuovo Statuto e la legge regionale

ROMA – E’ stato approvato giovedì scorso dalla Commissione bicamerale per l’Attuazione del Federalismo fiscale il secondo decreto per Roma Capitale.

Soddisfatto il presidente della commissione, Enrico La Loggia, che al termine della seduta ha detto: “Finalmente la commissione ha varato il decreto sulle funzioni di Roma Capitale. E’ uno strumento prezioso per permettere alla città di potersi meglio organizzare per le sue molteplici funzioni sia a livello nazionale che internazionale. Questo – ha aggiunto – sicuramente fa di Roma una città diversa rispetto a tutte le altre del nostro Paese- aggiunge- proprio a conferma del suo eccezionale ruolo e della sua storia, della sua arte e della sua cultura, il fatto che Roma è Roma. Rispetto al decreto così come è venuto dal governo non esito a dire che lo abbiamo molto, molto migliorato. Oggi possiamo dire di avere un buon decreto”.

Sulla stesa lunghezza d’onda il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno che ha apprezzato il decreto che contiene importanti indicazioni “soprattutto sul piano economico: sottolineo che le deroghe previste al patto di stabilità sono di estrema importanza per Roma e per il suo equilibrio di bilancio.

Proprio sulle deroghe il sindaco si è oggi soffermato, sopratutto su quelle specifiche per i pagamenti alle imprese. “Speriamo di raggiungere – ha annunciato – 350 milioni di euro di investimenti. Il Patto di stabilità ci impedisce di superare certi livelli di pagamento e di investimento.

Sono in corso dei tavoli, tra Anci e governo, da cui sta per uscire un pacchetto di provvedimenti, in termini di flessibilità, che ci consentirà di affrontare i pagamenti: a livello nazionale l’Anci ha concordato circa un miliardo di sblocco dei pagamenti e anche noi, tramite il decreto di Roma capitale, dovremmo ottenere una maggiore flessiiblità sui pagamenti – ha continuato il sindaco sottolineando come – il problema dei pagamenti della pubblica amministrazione verso le imprese è molto duro e pesante perché discende dal Patto di stabilità che il governo mantiene per accordi con l’Europa”.

I prossimi passaggi per Alemanno, dopo l’approvazione del decreto, sono una riapertura “della legge regionale che dovrà completare la questione dei poteri. Intanto – ha aggiunto – immediatamente dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, noi faremo partire il lavoro per dotare Roma del nuovo Statuto”. Il decreto arriverà in Consiglio dei Ministri questa settimana, tra giovedì e venerdì.

Il decreto è stato bocciato invece con riserva dalla Lega che lo ha definito “pessimo e raffazzonato”. Questa l’opinione di Paolo Franco e Roberto Simonetti della Lega, da sempre contrari a questo decreto. Tuttavia c’è una “nota positiva”: ovvero “l’approvazione di alcuni nostri emendamenti – proseguono – che risolvono alcuni aspetti particolarmente offensivi. In particolare abbiamo ottenuto l’abrogazione dell’articolo sulla partecipazione con poteri speciali del sindaco di Roma all’assemblea del Cipe. Approvati anche altri due importanti modifiche che impongono un aumento delle imposte aeroportuali per chi parte da Roma e anche l’aumento della tassa di soggiorno per le spese di Roma capitale. E’ un principio importante che la Lega ha voluto. Roma non può pesare su tutti”.

Contraria invece a quest’ultima misura Linda Lanzillotta (ApI) secondo cui “il testo, grazie anche alle nostre proposte, è nettamente migliorato rispetto a quello originale, su cui si erano accordati Alemanno e la Polverini. Purtroppo è stata introdotta la facoltà di finanziare nuove spese con il gettito della tassa di soggiorno. Ciò comporterà maggior carico fiscale per le imprese romane, già provate da un onere tributario insostenibile. Per questo motivo il nostro voto è stato di astensione.

Roma – aggiunge Lanzillotta – deve recuperare efficienze e trasparenza nella gestione delle spese e non può pensare di continuare a ricorrere all’aumento della tassazione, specie in un momento di così pesante crisi economica. L’approvazione del decreto – conclude Lanzillotta – sulle nuove funzioni di Roma Capitale è il compimento di un progetto portato avanti da molti anni, e da ora alla Capitale gli strumenti per svolgere meglio il suo compito nazionale”.

Mentre dalla sua pagina Facebook il sindaco di Firenze, Matteo Renzi , esprime la propria contrarietà: “E’ assurdo che il Governo abbia concesso al Comune di Roma la possibilità di “definire da solo, anno per anno, il patto di stabilità. Che anche i tecnici giochino alla politica dei due pesi e due misure mi sembra assurdo -scrive Renzi-. Con tutto il rispetto e l’amicizia per Roma – si domanda Renzi – perché il Governo autorizza norme ad hoc per singole città?”.

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