Allarme scuola: in 3 anni via 90mila docenti dalle cattedre

scuola_insegnante_Sono tutti di ruolo. Ma il ministro Profumo promette: “Quest’anno assumeremo 10mila precari”

 

ROMA – Alla luce dei dati impressionanti sulla disoccupazione italiana, uno dei settori più colpiti sembra essere quello dell’insegnamento. Secondo le ultime stime, riportate dai deputati dell’Italia dei Valori Di Giuseppe, Zazzera e Donadi nel corso di una interrogazione parlamentare sul tema, sono circa 90mila i docenti di cui il sistema della pubblica istruzione nazionale è stato privato negli ultimi tre anni. Una situazione che pare adesso insostenibile, non solo per il numero di precari, ma anche per la qualità degli insegnamenti stessi, causando un impoverimento significativo dell’offerta formativa della scuola italiana, dalle elementari fino all’università.

Ma il problema più urgente sembra essere proprio quello delle assunzioni e della diminuzione del numero di occupati. In particolare, soltanto in quest’anno scolastico ci sarebbero più di diecimila insegnanti in esubero tra scuola primaria, medie e superiori. Ma il numero è destinato a salire vertiginosamente, anche perché si attende a breve l’entrata in vigore dei nuovi quadri orari della riforma firmata da Mariastella Gelmini. Senza dimenticare le misure relative all’età pensionabile, in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di docenti di ruolo, che hanno perso la propria cattedra e che, se il governo non approverà in tempo delle misure di sostegno alla categoria, rischieranno di essere messi in mobilità o, peggio ancora, di essere licenziati.

“Le soluzioni sino ad ora adottate per arginare il fenomeno di precarizzazione del personale di ruolo appaiono del tutto inadeguate se non addirittura mortificanti per la professionalità dei docenti nonché dequalificanti per il sistema di istruzione italiano”, denunciano da Montecitorio, facendo riferimento ad alcune note la nota anticipatrici del decreto di riordino delle classi di concorso, che ricorrono a criteri di determinazione di atipicità degli insegnamenti poco rispettosi della didattica delle discipline interessate.

Un capitolo ancora più spinoso è rappresentato poi dagli insegnanti a sostegno degli alunni diversamente abili. Sarebbe alquanto scorretto, continuano i tre deputati dell’Idv, pensare di istituire classi dei corsi destinati alla riconversione professionale dei docenti in esubero in insegnanti di sostegno “perché- si legge- l’assolvimento di un compito così delicato, quale l’integrazione e la garanzia del diritto allo studio degli alunni meno fortunati, necessita di professionalità specifiche e non improvvisate”.

Mentre si attende una risposta specifica dal Ministero di Viale Trastevere sull’emergenza precari nella scuola, per porre un freno al dilagare degli esuberi del personale docente, è arrivata la rassicurazione del ministro Francesco Profumo. Intervenendo a un convegno dedicato al rilancio della cultura in Italia organizzato da Idv, l’ex rettore del Politecnico di Torino ha sottolineato che “a fronte di 180mila insegnanti precari in graduatoria contiamo di poterne inserire circa diecimila, visto che la capacitá di assorbimento del sistema scuola é di alcune migliaia all’anno”.

Attenzione però a non penalizzare i giovani: “Serve un canale maggioritario – ha detto ancora il ministro – per dare una risposta a chi é già in graduatoria, ma nella scuola ci sono anche delle materie d’insegnamento scoperte e si puó avviare una fase concorsuale per coprire quei posti”.

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