All’Ingv starebbe per tornare l’ex presidente Giardini

Giardini_Ingv_sliderIl tanto discusso numero uno potrebbe rientrare ‘accontentandosi’ di un ruolo da consigliere del Cda

 

ROMA – Una settimana fa il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Francesco Profumo, aveva nominato finalmente il nuovo presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv). Stefano Gresta, dal 2010 nel Consiglio Direttivo dell’Istituto, aveva preso il posto di Domenico Giardini, il tanto discusso presidente dimessosi il 22 dicembre scorso perché lo stipendio da numero uno dell’Ente sarebbe stato, a suo avviso, troppo basso (115mila euro). Dimissioni successivamente “congelate” dallo stesso ministro che aveva cercato invano di trovare una cattedra all’università La Sapienza per Giardini. Chiamata che fu sonoramente bocciata dai vertici dell’ateneo romano.

Dopo mesi di incertezze però che non hanno di certo contribuito a dare credibilità e lustro all’Istituto, con Gresta sembrava essere tornato finalmente il sereno in via di Vigna Murata.

Ma le turbolenze, come racconta Il Foglietto della Ricerca, non sembrano essere passate. Sembra profilarsi, infatti, un nuovo inimmaginabile colpo di scena, con il ritorno all’Ingv proprio di Giardini che, uscito dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestra, non più, ovviamente, come presidente, bensì come consigliere d’amministrazione, per occupare lo scranno lasciato libero da Gresta.

Infatti, Giardini si era proposto a suo tempo, oltre che come presidente, anche come componente del cda. Non è da escludere a questo punto che l’ex presidente possa ripiegare sul piano B, “accontentandosi” di un ruolo da consigliere, attraverso il quale comunque potrebbe far valere tutto il suo peso, così da realizzare, almeno in parte, quello che doveva essere il suo “programma di governo”.

Sullo sfondo dell’Istituto restano comunque insoluti diversi problemi, tra i quali l’incandescente questione del precariato, alla quale occorre por mano una volta per tutte, e la gestione delle emergenze. Ma anche sulla nomina del nuovo direttore generale si intravedono nubi all’orizzonte, visto che con il nuovo presidente i giochi si sono decisamente riaperti e tutto può accadere.

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