Auto elettrica, il costo del servizio in bolletta

auto_elettrica_colonninaOltre 300 colonnine saranno installate entro un anno in città. I costi anche per chi non le usa ricadranno in bolletta

 

ROMA – Oggi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha siglato un protocollo d’intesa con Enel ed Acea per l’installazione di colonnine per le auto elettriche. Come spiegato dallo stesso sindaco “con l’accordo odierno si installeranno 200 nuove colonnine che si aggiungono alle 102 già esistenti in città”.

Una buona notizia soprattutto per l’ambiente e i livelli di smog in città. Meno buona se si legge con attenzione il decreto legge, approvato in Senato, per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, quella appunto per favorire e accelerare (articolo 6) la diffusione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Il principio di fondo passato al Senato, come riferisce oggi Staffetta Quotidiana, è molto semplice (e altrettanto noto): le colonnine istallate dal distributore saranno pagate, come tutti gli altri oneri che già ci sono, dalla generalità dei consumatori elettrici. Ovvero anche quelli, la stragrande maggioranza, che l’auto elettrica non ce l’hanno.

E sono già circolati i primi numeri. Grazie alla nuova norma, a regime nel 2020, ci sarebbe un aggravio in bolletta al massimo di 4 euro all’anno, mentre i punti di ricarica pubblici, sempre al 2020, potrebbero essere 300.000 (trecentomila).

Per inciso, l’intera rete di distribuzione dei carburanti, che tutti giudicano troppo capillare e per questo una delle cause dell’alto prezzo di benzina e diesel, conta, isole minori incluse, poco più di 22 mila punti di rifornimento. Ad oggi dai principali distributori sono state già installate circa 500 colonnine e avviati diversi progetti pilota, mentre nel 2011 sono state immatricolate, nell’Italia tutta, 303 (trecentotre) auto elettriche.

Ora, il tema della ricarica dei veicoli elettrici è materia complessa e molte sono le questioni tecniche, tuttavia viene da chiedersi perché anche chi scegli come mezzo di locomozione la bicicletta debba pagare per un servizio di cui non usufruisce e di cui forse non usufruirà mai?

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