FT non esclude nuove misure per l’Italia

financial_timesIn un documento confidenziale circolato all’Ecofin non si escludono nuovi interventi. La smentita di Palazzo Chigi

 

ROMA – “Gli sforzi messi in atto dall’Italia per raggiungere i principali obiettivi di bilancio potrebbero essere ostacolati dalle ridotte prospettive di crescita e dai tassi di interesse relativamente alti. Il governo dovrebbe quindi preparasi ad evitare qualsiasi slittamento nel raggiungimento degli obiettivi di bilancio, mettendo in pratica se necessario nuovi interventi”. E’ la “bomba” pubblicata oggi dal Financial Times che riporta integralmente un documento riservato di quattro pagine circolato lo scorso weekend a Copenhagen durante l’ultima riunione dell’Ecofin.

Palazzo Chigi si è affrettato a smentire la notizia ma, in mancanza di informazioni puntuali sulla fonte del documento, non si capisce che cosa venga smentito. Non certo l’esistenza del documento (il quotidiano inglese è troppo serio per dar corpo a voci incontrollate), ma solo il contenuto del pamphlet che non esclude la necessità di nuovi interventi restrittivi futuri se la situazione italiana non migliorasse.

D’altronde gli elementi contenuti nel rapporto confidenziale intitolato “Budgetary situation in Italy“ non rappresentano una novità. Si sottolinea infatti il calo ininterrotto dell’attività manifatturiera e l’aumento della disoccupazione salita a febbraio al 9,3%, lo 0,2% in più rispetto a gennaio e l’1,2% in più rispetto ad un anno fa. Per i giovani le cose vanno assai peggio con un tasso di disoccupazione del 31,9% con un +4,1% in più su base annua. Secondo il dato Istat, diffuso ieri, è il livello più alto raggiunto dal 2004.

La situazione del Paese, alla vigilia di nuovi, ruvidi confronti non lascia adito a grandi speranze di inversione del ciclo economico. Se da un lato il ministro Passera si sforza di “mettere in moto tutte quelle operazioni di tipo orizzontale (innovazione, internazionalizzazione, credito, energia) per fare in modo che, oltre ad aver messo in ordine i conti, ci sia anche crescita dell’economia ma soprattutto crescita dell’occupazione”, dall’altro la Commissione Ue sottolinea che “nel corso del 2012 l’economia italiana si contrarrà dell’1,3 per cento, il terzo peggior risultato in Europa dopo Portogallo e Grecia”.

Su questi dati, aggravati da un credit crunch ormai conclamato, ci pensa il presidente della Bce a metterci il carico da 90. “E’ essenziale – dice Draghi – che le regole di supervisione delle banche nella Ue, fondate sulla piena attuazione degli accordi di Basilea 3, possano essere strette temporaneamente sia dalle autorità Ue che dalle autorità nazionali per fronteggiare minacce future al sistema finanziario e al flusso del credito alle economie”.

L’effetto combinato di queste “docce scozzesi” sull’economia italiana è scontato. La Borsa cala sensibilmente sotto il peso dei titoli bancari, falcidiati dalle nuove previsioni di Standard&Poor’s, e lo spread con i bund tedeschi ha ripreso a salire e oggi chiude a quota 329.

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