Gli intrecci incestuosi del Monte dei Paschi

sede_Mps_a_SienaLa banca senese corre in aiuto dei Ligresti e finisce col trovarsi creditrice di se stessa. La vicenda della Eurocity Sviluppo Edilizio

ROMA – Il progetto di Eurocity Sviluppo Edilizio si presentava come uno dei più appetibili “bocconi” immobiliari della nostra città. Prevedeva infatti la costruzione di un intero quartiere residenziale con quattro alte 61 metri, più altre tre torri minori, e sette palazzi per un totale di 253 mila metri cubi in un’area di 65 mila metri quadrati. Proprietaria di tutta l’operazione era la Imco, società del gruppo Sorgenia (Ligresti).

Le cose però non erano andate nel verso giusto se dopo pochi anni i debiti della Imco nei confronti delle banche (Monte dei Paschi di Siena e Intesa San Paolo) erano già arrivati a 80 milioni e le garanzie offerte dai Ligresti, già in difficoltà per conto loro, si erano praticamente volatilizzate.

All’inizio del 2010, di fronte ad una prospettiva di insolvenza, Eurocity viene rilevata per 110 milioni (debito compreso) da una nuova società, la Casal Boccone,. E di chi è la società acquirente? Del gruppo Sansedoni, cioè il braccio immobiliare della Fondazione Mps che ne controlla il 67%, mentre un altro 22% fa capo direttamente alla banca.

La situazione venutasi a creare ha del paradossale. E’ vero che la Fondazione senese deve aver ritenuto che era meglio prendere qualcosa come Eurocity Sviluppo Edilizia, piuttosto che rimanere del tutto a bocca asciutta. Ma se ora Eurocity-Casal Boccone, beneficiaria del finanziamento da 80 milioni, dovesse risultare inadempiente, Mps che farebbe causa a se stessa?

Il deputato del Pdl Toccafondi chiede allora al ministro del Tesoro “se intenda assumere iniziative normative per evitare situazioni nelle quali lo stesso soggetto bancario si ponga contemporaneamente come soggetto creditore e debitore, anche al fine di una effettiva garanzia nei confronti dei clienti e in particolare nel caso in cui la Banca si sia avvalsa dei Tremonti bond”. Dello stesso tenore l’intervento del senatore Lannutti (Idv) che chiede al governo “quali siano le sue valutazioni; se risulti essere prassi degli istituti bancari procedere a finanziamenti architettati in modo da porre gli stessi, allo stesso tempo, nella condizione di creditore e debitore, e se risulti al Governo un intervento delle autorità vigilanti a riguardo”.

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