Italia-Programmi.net, la truffa colpisce il Quirinale

NapolitanoA finire nel mirino del sito sotto accusa è stato il presidente Napolitano chiamato a pagare un fantomatico abbonamento

 

ROMA – A finire nella truffa dell’ormai famoso sito di software gratuiti (che poi gratuiti non sono) è stato niente di meno che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 Il presidente un mese fa si è visto notificare il sollecito di pagamento dei 96 euro più 8,5 per spese di recupero per aver scaricato programmi dal sito che credeva essere gratuiti. Nella lettera indirizzata direttamente a Napolitano c’è la causale e l’Iban (che fa riferimento a una banca di Cipro) per il bonifico da inviare entro il 23 febbraio.

Il presidente, che tramite gli uffici del Quirinale ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, non è che l’ultima vittima in ordine di tempo. Migliaia sono infatti le vittime cadute nel mirino della rete che continuano a ricevere solleciti di pagamento.
Ora il sito www.italia-programmi.net è stato sequestrato dalla Procura di Milano che indaga per truffa per essere oscurato. Il Gip ha infatti disposto il sequestro preventivo del sito ordinando a tutti i provider italiani di oscurarlo. Così forse finalmente si chiuderà un caso che andava avanti ormai da troppo tempo.

Nonostante infatti la società titolare del sito, Estesa Limited, con sede alle Seychelles, era stata più volte sanzionata dall’Antitrust e denunciata da blog e associazioni di consumatori che invitavano i mal capitati a non pagare, il sito era ancora online.

Anche un mese fa il Garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato per 1,5 milioni la società per pratiche commerciali scorrette trasmettendo il dossier alla Procura di Roma. La società ha infatti escogitato un meccanismo truffaldino secondo il quale di giorno, quando gli uffici dell’Antitrust sono aperti, sul sito si legge dell’abbonamento di 8 euro (scritta ben evidenziata) e con il pagamento anticipato di 96 euro per il primo anno (circostanza scritta a caratteri minuscoli). Tale indicazione sparisce poi magicamente durante la notte.

Così migliaia di utenti continuano ad essere bersagliati da una raffica di richieste di pagamento colpevoli solo di aver sottoscritto un abbonamento-trappola.

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