Quattro proposte per abbattere il caro assicurazioni

assicurazioniUna proposta di legge dell’Aci al Governo per ridurre del 40% i prezzi delle polizze aumentati a causa dei costi dei sinistri 

 

ROMA – Nasce da una maxi inchiesta lo spunto per una proposta dell’ACI per abbattere drasticamente (fino al 40%), i prezzi delle polizze di assicurazione e per dare un forte contributo alla sicurezza stradale.

Una proposta che comprende 4 articoli di uno schema di progetto di legge e 4 raccomandazioni per un intervento del Governo. Il documento è stato redatto sulla scia del decreto legge sulle liberalizzazioni con l’obiettivo di ottenere duraturi risultati.

Il problema del costo della RcAuto è diventato insostenibile, specie in alcune realtà locali, soprattutto dopo gli ultimi aumenti di tutti gli altri costi legati all’auto. L’aumento dei costi della RcAuto è dovuto agli aumenti dei costi dei risarcimenti, causato sia dalle frodi sia dagli alti costi per i risarcimenti dei danni alla persona, molto più elevati rispetto ai paesi simili all’Italia. Sia le imposte sia una parte dei costi delle Compagnie sono proporzionali ai premi e possono essere ridotti se si riducono i costi dei sinistri e quindi i fabbisogni tariffari delle Compagnie.

Per ridurre i costi della RcAuto è necessario intervenire sui costi dei sinistri. Per ridurre questi è necessario intervenire sul contrasto alle frodi e sul contenimento di alcune componenti di costo. Il Decreto Legge sulle Liberalizzazioni ha cominciato ad intervenire sul costo della RcAuto ma è necessario fare di più per contenere le tariffe delle assicurazioni, specie in alcune aree del paese.

E’ possibile realizzare interventi che possono ridurre i costi della RcAuto del 30% circa a livello nazionale, con un range del 15%-40% nelle varie province italiane. Lo schema di proposta di legge ha una ratio unica, quella di proporre una serie di misure per ridurre drasticamente i costi della RcAuto. Il tutto con una serie di disposizioni che intervengono modificando o abrogando alcune disposizioni vigenti.

La proposta si compone di 4 articoli, cui seguono 4 raccomandazioni per centrare il bersaglio di una forte riduzione delle tariffe assicurative:

Con l’articolo 1 si è introdotto un termine di decadenza di 90 giorni per l’esercizio dell’azione di risarcimento dei danni prodotto dalla circolazione dei veicoli. In mancanza di tale termine di decadenza, oggi la possibilità di richiedere un risarcimento di prescrive dopo due anni dal sinistro, anche se mai denunciato. L’eccessiva lunghezza del termine vigente si presta a facili meccanismi speculativi da parte del falso danneggiato che potrebbe tentare di trarre profitto anche molto tempo dopo l’avvenuto incidente.

Con l’articolo 2 si è intervenuti nel codice delle assicurazioni private. In particolare si è re-introdotto il riferimento al modulo di denuncia e si è ripristinato il termine di 5 giorni entro il quale il danneggiato deve mettere a disposizione le cose danneggiate per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno. Il termine di 2 giorni, infatti, risultava assolutamente oneroso per la compagnia di assicurazione impossibilitata ad effettuare perizia in un così breve lasso di tempo e allo stesso tempo facile espediente per chi vuole speculare sull’esistenza e sull’entità del danno.

Con l’articolo 3 si chiarisce la disposizione concernente la non risarcibilità del danno alla persona per lesioni, qualora la documentazione medica non attesti con assoluta certezza e con il supporto di mezzi strumentali e clinici l’esistenza della lesione stessa. Si propone inoltre la soppressione di due modifiche relative alla non risarcibilità del danno biologico per lesioni di lieve entità in quanto ricomprese e meglio chiarite dalla formulazione proposta.

L’intento di questa disposizione è di incidere in maniera determinante su quelle voci di danno che più di altre provocano un aumento dei costi delle polizze RcAuto, causato principalmente dalla diffusione delle lesioni lievissime (cd. Colpi di frusta) che il sistema assicurativo è costretto a risarcire. La chiarezza della disposizione di legge è fondamentale per permettere alle compagnie di resistere con maggiori probabilità di successo agli inevitabili contenziosi che in un primo momento si instaureranno.

Con l’articolo 4 si è disciplinato il risarcimento in forma specifica nel caso di danni alle cose. Nel caso in cui la compagnia di assicurazione offra al danneggiato questa forma di risarcimento, costui deve fare riparare la propria autovettura presso le officine convenzionate della compagnia stessa, e nel caso in cui non lo faccia, il risarcimento è comunque limitato a quanto l’assicurazione avrebbe speso presso una propria officina convenzionata.

Questa disposizione garantisce al danneggiato la riparazione del danno subito s senza anticipazioni di denaro, avendo una garanzia di due anni sulla qualità del lavoro svolto e permette alla compagnia di assicurazione una drastica riduzione dell’importo del danno perché si avvale di carrozzerie convenzionate con le quali avrà preventivamente negoziato sconti su manodopera e ricambi. Ciò permetterebbe l’emersione totale anche ai fini IVA e imposte sul reddito dei corrispettivi delle riparazioni e la riduzione dei costi dell’assicurazione auto, anche a causa della riduzione di possibili comportamenti speculativi lungo la catena della riparazione.

Angelo Sticchi Damiani, neo presidente dell’ACI, ha ricordato che negli ultimi due anni “una pioggia di forti rincari si è abbattuta sugli automobilisti italiani: benzina, bolli, superbolli, pedaggi e caro assicurazioni in particolare. Questo ha messo in crisi i conti di molte famiglie e contribuito al preoccupante ristagno del mercato dell’auto dove i numeri sono diventati ormai molto pesanti. L’ACI intende dare il proprio contributo con una proposta concreta che riguarda le assicurazioni”.

“Crediamo che sia particolarmente urgente – ha spiegato il presidente – contemperare il diritto dei danneggiati ad avere un equo risarcimento con il diritto degli assicurati ad avere un costo sostenibile per la RcAuto. Bisogna spezzare – ha concluso Sticchi – la spirale di aumento dei costi che finora si è sempre tradotta in aumento delle tariffe assicurative”.

In sostanza occorre sanare l’anomalia assicurativa italiana. Siamo un Paese dove circolano 3,5 milioni di auto senza assicurazione, in cui 100 incidenti automobilistici provocano nel 23% dei casi danni fisici contro i 10 di Francia, Germania e Belgio e gli 11 del Regno Unito. Un Paese che viene martoriato ogni anno da 700 mila denunce per “colpo di frusta” perché è impossibile diagnosticarlo in modo strumentale (il medico si limita a scrivere nel referto “il paziente lamenta dolori al collo.  E le assicurazioni pagano, per questo, 2 miliardi di euro l’anno, pari al 15% del valore totale dei sinistri annui). Un Paese in cui si hanno a disposizione due anni per chiedere risarcimento alle assicurazioni per un sinistro e in cui chi chiede un risarcimento alle assicurazioni non ha di fatto nessun obbligo di sottoporre a perizia la vettura per la quale chiede di essere risarcito.

Infine 4 raccomandazioni dell’ACI che riguardano:
1. La definitiva approvazione della tabella nazionale dei risarcimenti per danni fisici che comportano invalidità dal 9% al 100%, tabella sviluppata dai ministeri competenti ma non ancora entrata in vigore.
2. Creazione di un gruppo di lavoro per studiare come adeguare i risarcimenti per danno morale da morte pagati in Italia agli standard europei.
3. Collegare le immatricolazioni ed i passaggi di proprietà delle auto alla preventiva stipula della polizza di assicurazione RcAuto.
4. Rivedere la tassazione sulle polizze RcAuto.

 

IL DOCUMENTO:  Polizze_assicurazioni.pdf

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