Le tegole sui conti Enel non finiscono mai

Conti_Fulvio_sliderI rilievi della Cdc sull’esercizio 2010. Indebitamento finanziario e retribuzioni dei dirigenti nel mirino

 

ROMA – Il debito dell’Enel è ancora troppo elevato e per questo è necessario proseguire con sempre maggiore impegno, specie nelle presente fase economica, nelle azioni per la sua riduzione, oltre a intervenire per “contenere il progressivo rilevante aumento dei costi della retribuzione’” del top management. E’ quanto afferma la Corte dei Conti nella relazione sul controllo della gestione finanziaria dell’esercizio 2010 dell’Enel.

La Corte rileva inoltre che resta elevato l’indebitamento finanziario netto del Gruppo (44,9 miliardi di euro), pur se in diminuzione (-11,7%) rispetto al 2009. E che dirà la magistratura contabile quando esaminerà i conti 2011 dell’Enel e si accorgerà che i suoi inviti non sono stati ascoltati dal momento che si è sostanzialmente interrotto il percorso virtuoso di riduzione del debito? L’anno scorso infatti l’indebitamento non è sceso sotto i 44,6 miliardi rimanendo di fatto immutato rispetto all’anno prima (-0,7%).

“Il costo complessivo del personale del Gruppo Enel – prosegue il resoconto della Corte – pari a 4,9 miliardi di euro, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’esercizio precedente, pur in presenza della diminuzione (-3,6%) dell’organico (78.313 unità), a causa dell’incremento degli stipendi e salari (+8,7%) e del costo unitario medio del personale (+1,7% per i dipendenti in Italia, +8% quello relativo ai dirigenti). Il costo delle consulenze nel 2010 (66,2 milioni di euro), presenta un sensibile decremento del 45,5% rispetto all’esercizio 2009”.

Per cui, in conclusione, il monito della Corte dei conti prescrive all’Enel di:
•    proseguire con sempre maggiore impegno, specie nelle presente fase economica, nell’opera di riduzione dell’indebitamento del gruppo;
•    intervenire per contenere il progressivo rilevante aumento dei costi della retribuzione del personale dirigenziale (top management);
•    ottimizzare la struttura della società, anche allo scopo di contenere il costo del personale dipendente;
•    stabilizzare la riduzione dei costi per consulenze e prestazioni professionali, attraverso l’impiego delle risorse interne;
•    continuare l’azione per il recupero crediti al fine di ottenere introiti che si rivelano importanti nel quadro dell’indebitamento del Gruppo.

Come si nota, le “raccomandazioni” della Corte, se messe a confronto con i dati 2011, non si può dire che siano state osservate alla lettera. Si aggiunga inoltre che se l’anno scorso, come si vede dal calo dell’utile netto (-7%), è stato assorbito a fatica l’impatto della Robin Tax, un’altra tegola sta ora per arrivare dalla Spagna sulla testa di Fulvio Conti. Si tratta della manovra correttiva da 27 miliardi varata dal governo di Mariano Rajoy, che dovrebbe pesare sui conti della controllata Endesa per 350/400 milioni di euro, attraverso l’aumento delle tariffe elettriche e del gas e i tagli ai costi nella generazione elettrica.

Secondo le previsioni delle più accreditate agenzie di analisi, questa seconda mazzata potrebbe causare nel breve medio termine una riduzione dal 2 al 5% del margine operativo lordo del gruppo Enel.

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