Sulla riforma del Coni non si placa la protesta

sedeCONISLIDERDal 2013 via 100 sedi provinciali per oltre 1000 consiglieri. De Poli (Udc): “Rivestono sul territorio valore sociale irrinunciabile”

 

ROMA – Anche lo sport alle prese con la crisi economica. In un anno importante per gli atleti italiani e per gli appassionati di tutte le discipline che saranno protagoniste tra non molto alle attesissime olimpiadi di Londra, il Coni ha deciso di far quadrare i propri conti e di procedere ad una riforma del comitato nazionale. Decisione che però pare non sia piaciuta a molti, date le proteste che nei giorni scorsi hanno portato a Roma alcuni presidenti dei comitati provinciali del Coni stesso da ogni angolo del Belpaese. La loro richiesta di revisione della finanziaria approvata la scorsa estate è stata ripresa ieri dal deputato Antonio De Poli (Udc), intervenuto a Montecitorio per chiedere al ministro competente di assumere iniziative legislative per arginare il problema.

Come si ricorderà infatti, il Coni ha abolito “le province”. Si è trattato di una vera e proprio rivoluzione: tutti i comitati provinciali da Aosta a Ragusa, passando per Milano e Roma, chiuderanno entro l’inizio del 2013. Consapevole dello choc che avrebbe procurato alle gerarchie sportive, il presidente Gianni Petrucci si è da subito attrezzato a fronteggiare polemiche e musi lunghi. Via, dunque, 100 sedi per oltre mille consiglieri provinciali. Le loro attività verranno trasferite a 19 comitati regionali, con possibili dismissioni patrimoniali, conseguenti riduzioni degli affitti, dei costi di gestione e dei cosiddetti “costi di contatto”, o incontro, tra le varie componenti del mondo sportivo grazie ad una maggiore automazione dei metodi di comunicazione.

Pochi giorni fa alcuni presidenti dei comitati provinciali, guidati dal numero uno del Coni di Bergamo, Valerio Bettoni, sono stati ascoltati  dalla VII Commissione della Camera dei deputati Cultura, Scienza e Istruzione, a cui hanno presentato il documento “Dalla protesta alla proposta per una nuova riforma del Coni”. L’obiettivo? Correggere una visione centralista che mette in crisi l’organizzazione e la promozione sportiva sul territorio, nonché l’attività delle Federazioni e delle associazioni, che hanno tutte base provinciale, disperdendo le importanti energie del volontariato che animano dal basso la pratica sportiva e la crescita sociale. 

“I Comitati Provinciali Coni- ha dichiarato Bettoni – sono sul territorio il presidio di riferimento per tutto il movimento sportivo: la capillarità delle sedi, la diffusa esperienza dei servizi e delle persone che operano gratuitamente, garantiscono il fondamentale valore educativo e sociale dello sport. Se c’è lo sport nelle scuole lo si deve anche ai Comitati Provinciali Coni”.

Proprio da qui parte la richiesta di De Poli al ministro Piero Gnudi di revisionare la normativa relativa alla rivoluzione strutturale del Coni. Secondo il deputato dell’Udc, sottolineando le gravi conseguenze che ciò avrebbe per lo sport di base,  “in considerazione del fatto che queste strutture locali rivestono sul territorio un valore sociale ed educativo irrinunciabile, la presenza dei Coni provinciali e delle federazioni è vista come fondamentale, tra le altre cose, come supporto all’attività sportiva scolastica (giochi sportivi studenteschi, giochi della gioventù, alfabetizzazione motoria, giocosport), oltre alle numerose iniziative locali come organizzazione dei corsi di formazione, sportello per consulenza gratuita alle società sportive, feste provinciali dello sport, valorizzazione delle eccellenze del territorio”.

L’auspicio è dunque che la politica intervenga con maggiore incidenza nella questione, attraverso un indirizzo di correzione di quanto di sbagliato vi è nella autoriforma del Coni, nella prospettiva peraltro della scadenza del gruppo dirigente del Coni nel 2013. La corsa alla successione di Petrucci è infatti già iniziata e mentre i bookmaker danno ancora favorito l’attuale segretario Pagnozzi, “petrucciano” di ferro, altri outsider si fanno sotto.

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