Diritto d’autore, il regolamento si farà entro maggio

CopyrightLo ha assicurato il presidente dell’Agcom Calabrò. Impatto della pirateria in Italia circa 300 mln di euro 

 

ROMA – L’Agcom adotterà entro la fine del mandato dell’attuale vertice (intorno al 19 maggio) il Regolamento sul diritto d’autore online. Lo ha assicurato il presidente, Corrado Calabrò, in audizione alla Commissione bicamerale sulla contraffazione e la pirateria. “Quattro commissari su otto mi hanno chiesto di porre all’ordine del giorno il Regolamento e, visto che la richiesta viene da più di un terzo dei componenti del Consiglio, sono obbligato, al di là della mia propensione personale, a darvi seguito”, ha spiegato il presidente dell’Autorità.“Posso quindi assicurare che prima della fine del mandato, il Regolamento verrà messo all’ordine del giorno del Consiglio e adottato”.

Il presidente ha messo in evidenza di aver “auspicato che vedesse la luce un’iniziativa legislativa chiarificatrice e pacificatrice” da parte del Parlamento. “L’abbiamo attesa per mesi – ha sottolineato – non perché fossimo insicuri della solidità dei presupposti di legge sui quali si fonda il potere d’intervento dell’Agcom, che sono certi e solidi, o del nostro schema di Regolamento, ma per rispetto del Parlamento e per chiarire alcuni aspetti tecnici”.

Tra questi, per esempio, la competenza dei giudici in relazione alle iniziative adottate dell’Autorità: se cioè il giudizio spetti alla magistratura ordinaria o amministrativa. “Dal fronte parlamentare non è però venuto nulla di organico”, ha evidenziato il presidente.

“Internet – ha commentato Calabrò – è uno spettacolare motore di crescita sociale ed economica. Ma il fenomeno della pirateria rischia di danneggiare gravemente il settore delle attività creative e quello delle tecnologie della comunicazione proprio nel momento in cui il digitale offre nuove potenzialità”.

Per il presidente dell’Agcom, “Tutelare il diritto d’autore è prima di tutto un atto di civiltà perché il furto di contenuti culturali danneggia la creatività, la nuova economia e l’occupazione. E l’economia italiana può restare competitiva solo con l’innovazione, la creatività, la qualità”.

I numeri infatti parlano chiaro. In Italia, dall’indagine IPSOS presentata a gennaio 2011, emerge che i mancati introiti causati dalla pirateria di materiale cinematografico sono stimati in un intervallo compreso tra 234 e 375 milioni di euro. Sempre con riferimento al solo settore cinematografico, la pirateria nel 2010 sembrerebbe in aumento di circa il 5% rispetto al 2009.

“I costi della pirateria digitale – ha indicato Calabrò – non si esauriscono comunque nella quantificazione dei mancati introiti dell’industria. Infatti tra i costi vanno annoverati i costi legali e tecnici sostenuti dalle aziende nell’azione di contrasto alla pirateria, quelli delle diverse istituzioni pubbliche a vario titolo coinvolte nell’applicazione delle norme in materia di proprietà intellettuale e quelli di mancato introito all’erario”.

Il presidente dell’Agcom ha anche ricordato che l’Italia è nella lista nera dei Paesi ad alto tasso pirateria dell’Office of the United States Trade Representative, sottolineando che è l’unico Paese del G8 a figurare nell’elenco. Queste le ragioni per le quali l’Agcom è partita ormai più di due anni fa con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei fenomeni di pirateria digitale massiva ed industriale al fine di poterli contrastare in modo efficace.

Calabrò ha sottolineato che “un’indagine conoscitiva e due consultazioni pubbliche su schemi di regolamento progressivamente aggiornati ci hanno permesso di dialogare apertamente con tutti gli stakeholders”. Ora è il momento di passare ai fatti, avviando il percorso aperto dalla Ue che ha ribadito la necessità di creare un’adeguata e omogenea cornice normativa delle procedure di notice and action (formula più ampia rispetto al notice & take-down, che include l’inibizione dell’accesso ai siti), ovvero le procedure che devono applicare gli internet provider a seguito di ricezione di segnalazione di un contenuto illegale.

Il Regolamento elaborato dall’Autorità è dunque un atto amministrativo attuativo di norme che ci sono: “La strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi, coerentemente con quanto previsto dalla direttiva”. Il testo messo in consultazione è strutturato su due linee di intervento: “La promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e un misurato enforcement del diritto d’autore”.

“Agli ISP non viene richiesta alcuna verifica preventiva, nessun filtraggio, così come ribadiscono recenti sentenze; gli ISP continuano a rimanere non editori, ma, una volta accertata a seguito di un procedimento una violazione delle norme in materia di tutela del diritto d’autore, ad essi può essere chiesto di non trasportare più quei contenuti”.

Una volta informato dell’illiceità dei contenuti trasportati, la mancata rimozione ex post da parte del provider determina una responsabilità nella contraffazione dei diritti di proprietà intellettuale, e, come tale, sanzionabile. Laddove l’ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali non venisse rispettato, l’Autorità potrà infatti irrogare sanzioni amministrative pecuniarie stabilite da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 258.000 euro.

Intanto i senatori del Pd Marco Perduca, Donatella Poretti, Vincenzo Vita e Luigi Vimercati hanno inviato un’interpellanza al premier Monti per conoscere “i contenuti di detta norma di legge sul diritto d’autore nonché l’opinione del Governo rispetto ai contenuti del Regolamento Agcom la cui adozione potrebbe avvenire a breve”.

Si apprende intanto che la Commissione Ue ha terminato di istruire la pratica per sottoporre l’accordo internazionale Acta contro la contraffazione commerciale al giudizio legale della Corte di giustizia della Ue. Lo rende noto il commissario Ue al commercio estero Karel de Gucht chiedendo al Parlamento europeo – la cui Commissione competente ha bocciato l’Acta – di attendere l’opinione dei giudici prima di determinare la propria posizione. Concretamente, il caso arriverà alla Corte “entro le prossime settimane”.

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