Famiglie e imprese sempre più in difficoltà

Banca_ditalia_sliderIl reddito degli italiani in netta flessione. L’Istat rivede al ribasso le sue stime sulla propensione al risparmio

ROMA – Crollano i redditi degli italiani, -4% tra il 2008-09, così come il Pil, che nello stesso periodo è sceso del 6%; questi sono i dati più rilevanti presentati dal vice direttore di Bankitalia Anna Maria Tarantola, che fotografa le ricadute della crisi economica sul nostro paese. Il problema  è che “nella maggior parte degli altri paesi avanzati, invece, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto, nonostante la contrazione del prodotto”.

Nella tarda primavera del 2009, nel momento di massimo impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano, circa 480 mila famiglie hanno sostenuto almeno un figlio convivente che aveva perso il lavoro nei dodici mesi precedenti. Le risorse impiegate in questa forma di sostegno familiare, ha precisato Tarantola, sono venute non solo dai redditi da lavoro dei genitori, ma spesso anche da quelli da pensione.

Le tinte fosche non cambiano se si prende in esame la propensione al risparmio degli italiani (e come essere diversamente!). Secondo i dati resi pubblici dall’Istat, l’anno scorso la propensione al risparmio delle famiglie italiane si è attestata al 12%. “È il valore più basso dal 1995 – fa notare l’istituto di statistica – con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente”. Tenendo conto dell’inflazione, l’Istat fa notare che il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%. Nell’ultimo trimestre dell’anno la riduzione è stata dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% rispetto al quarto trimestre del 2010.

Se non bastano questi dati a gelare gli animi, ci pensa il presidente della Bce Mario Draghi: “L’economia soffre ancora rischi al ribasso. Ci sono segnali di stabilizzazione ma l’inflazione europea resterà probabilmente sopra il 2% nel 2012. La Bce prevede una ripresa moderata per il 2012 ma le previsioni, restano soggette a rischi al ribasso. In particolare peseranno un rinnovato intensificarsi delle tensioni sul debito dei Paesi dell’area euro e il loro potenziale contagio dell’economia reale. Rischi al ribasso sono anche legati al prevedibile incremento dei prezzi delle commodities”.

Con queste “buone notizie”, i mercati non possono che guardare con apprensione alle vicende economiche e finanziarie del nostro Paese. Con la Borsa che ormai perde un paio di punti a seduta, tornano le tensioni sui titoli di Stato con le spread tra Btp e Bund che si allarga e supera ora i 375 punti base. Va anche peggio in Spagna dove il differenziale dei tassi tra Bonos decennali e Bund ha superato i 400 punti base. Il rendimento del Btp decennale italiano in questo momento è al 5,51%

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