13:07 | Banche, Codacons: non reintrodurre commissioni massimo scoperto

Il Parlamento sta ancora valutando cosa fare con le commissioni bancarie sulle linee di credito. La discussione si è aperta dopo che, a fine febbraio, è passato un emendamento al decreto liberalizzazioni, proposto dalla Senatrice PD Anna Rita Fioroni, in cui si chiede la cancellazione di queste commissioni. Tra un errore di trascrizione del testo e le dimissioni dei vertici dell’Associazione bancaria italiana, si è formulato un altro decreto legge che è attualmente in discussione in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato.

Le Associazioni dei consumatori hanno ribadito il loro secco no alla reintroduzione delle commissioni bancarie di massimo scoperto e il Codacons oggi ha inviato una lettera a tutti i componenti della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, in cui si chiede di evitare l’ennesimo regalo dello Stato alle banche e il conseguente danno per gli utenti che ne deriverebbe.

“In un periodo di crisi che coinvolge tutto il Paese – scrive il Codacons – ma di cui certamente famiglie, piccole e medie imprese sopportano il peso maggiore, rendendosi protagoniste di drammatiche pagine di cronaca, la reintroduzione delle commissioni di massimo scoperto appare una scelta assurda e in netto contrasto con gli interessi economici dei cittadini. L’emendamento (proposto dalla senatrice On. Fioroni) inizialmente approvato con il decreto liberalizzazioni aveva giustamente introdotto la norma che prevedeva la nullità di tutte le clausole che consentono l’applicazione di commissioni a favore delle banche sulla concessione, utilizzo, sconfinamento di linee di credito. Tale norma era in linea con gli orientamenti giurisprudenziali recenti e le richieste avanzate da più parti sociali nel corso degli ultimi anni.

Tuttavia – prosegue il Codacons – le proteste dell’Abi e il paradossale riferimento ad un presunto ‘errore’ nella stesura della norma hanno portato, come noto, all’incongruente approvazione del DL 29/2012 che, di fatto, priva l’abolizione delle commissioni della sua portata ed efficacia reale”.

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