Roma Capitale rivede i conti della spesa

piazza-campidoglio-aperturaRevisione dei contratti in corso, tagli alle auto blu e tetto di 235 (o 294) mila euro per gli ad delle società municipali

 

ROMA – Anche se sono gocce nel mare dei debiti, vecchi e nuovi, del Comune di Roma, qualcosa di concreto si comincia a fare in tema di spese a gogò della macchina amministrativa. E qualche soldo già si è riusciti a risparmiarlo.

Per esempio, nel settore degli acquisti di beni e servizi, notoriamente uno dei buchi più neri del bilancio, la revisione dei contratti in essere per la fornitura di energia elettrica, di cancelleria, di arredi, ecc. già nel 2011 aveva consentito riduzioni di spesa per circa 22 milioni di euro. Ma d’ora in avanti molti di questi servizi saranno messi a gara e sui soli importi a basa d’asta si contano già altri 19 milioni di risparmi.

Per quanto riguarda il servizio di pulizia degli uffici, per fare un altro esempio, la gara è stata aggiudicata con un ribasso corrispondente a circa 3,8 milioni. Complessivamente, questa sola prima “sforbiciata” dei costi ha portato 45 milioni di risparmi su un volume di spesa gestita di circa 400 milioni.

Adesso però occorre continuare sulla stessa strada virtuosa, tant’è che in una recente delibera l’Amministrazione si propone di operare lungo tre direttrici: la rimodulazione dei contratti in corso, l’elaborazione di un piano cronologico di interventi nel campo specifico dell’information technology e l’attivazione di gare centralizzate per la fornitura di arredi e attrezzature da ufficio, noleggio fotocopiatrici, ristorazione scolastica e riscaldamento. I risparmi attesi da questi interventi non dovrebbero essere inferiori ad altri 40 milioni di euro sul bilancio 2012-2014.

Altre spese si potranno ridurre attraverso la razionalizzazione del servizio di autoparco con una serie di misure, come l’approvazione del disciplinare d’uso delle fuel-card per il rifornimento di carburante, il monitoraggio dei consumi di automezzi con procedure informatizzate, le convenzioni con società di tassisti con tariffe prestabilite e monitoraggio delle corse effettuate, graduale dismissione delle auto di proprietà e una nuova convenzione Consip per il noleggio delle autovetture di servizio.

Ma il pezzo forte della politica di austerity approvata dalla Giunta capitolina dovrebbe essere la “Nuova disciplina dei compensi dei componenti dell’organo amministrativo e di controllo delle società ed altri enti partecipati da Roma Capitale”. In base a tale disposizione, il trattamento economico onnicomprensivo dell’Amministratore delegato di una qualsiasi società municipale non potrà superare il limite di 235.000 euro per le società con un fatturato inferiore a 250 milioni di euro e 294.000 per quelle con un fatturato superiore. Fa eccezione l’Acea in quanto società quotata in Borsa.

I nuovi limiti – ci si affretta a precisare – “troveranno applicazione agli incarichi conferiti successivamente all’entrata in vigore del presente provvedimento, e comunque a tutti gli incarichi in essere entro la data di costituzione della Holding Roma Capitale S.p.A.”.

Anche il tetto di spesa per studi ed incarichi di consulenza non potrà superare il 20% di quelle sostenute nel 2009 e l’elenco dei consulenti sarà pubblicato sul sito di Roma Capitale, con l’indicazione dell’oggetto, della durata e del relativo compenso. Così come la spesa per le missioni all’estero degli amministratori non potrà essere superiore al 50% dei costi sostenuti nel 2009 e le relative richieste di autorizzazione dovranno specificare i motivi inderogabili per i quali deve essere effettuata la missione, la sua coerenza con le funzioni istituzionali, le ricadute positive in termini economici, ecc.

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