Emanuela Orlandi, una gigantografia in Campidoglio

OrlandiL’annuncio del sindaco Alemanno. Roma Capitale parteciperà anche alla marcia per la verità sul caso

ROMA – “Aderiamo con convinzione all’iniziativa promossa da Pietro Orlandi, fratello maggiore di Emanuela, la ragazza scomparsa nel pomeriggio del 22 giugno. Roma Capitale parteciperà alla marcia per ricordare Emanuela, la cui immagine sarà esposta in Campidoglio, così come è stato fatto per Sakineh e Rossella Urru, donne innocenti vittime di violenza”. Lo ha annunciato il sindaco Alemanno.

“Sono passati quasi trent’anni dall’oscura sparizione di Emanuela Orlandi. E’ arrivato il momento di chiedere con decisione verità e giustizia – ha aggiunto il sindaco – su un caso che ancora stenta a dare risposte chiare e definitive. Un caso che si intreccia con molti capitoli oscuri della storia italiana degli anni Ottanta e che continua ad avvelenare la memoria collettiva del nostro Paese con un continuo alternarsi di ipotesi, piste e teoremi senza mai approdare ad una verità concreta.

Roma Capitale – ha concluso Alemanno – si unisce alla famiglia Orlandi nella richiesta di chiarezza per dare finalmente una risposta non solo ai familiari di Emanuela, ma all’intera città che all’epoca ha fatto da teatro a questi avvenimenti e agli stessi italiani che in tutti questi anni hanno seguito e hanno sentito emotivamente vicino il dramma di questa ragazza”.

“Mi piacerebbe dedicare una giornata di mobilitazione generale, il 27 maggio, per ricordare mia sorella Emanuela”, aveva detto poco prima Pietro Orlandi a Firenze. “In quella stessa occasione – aveva aggiunto – vorrei organizzare a Roma una marcia dal Campidoglio a piazza San Pietro e mi piacerebbe che in ogni città si facesse qualcosa per Emanuela, per la verità e la giustizia, ormai utopie in questo Paese. Nei prossimi giorni dovrei incontrare Alemanno e mi piacerebbe coinvolgerlo come sindaco in questa iniziativa visto che Emanuela è stata rapita a Roma. Mi piacerebbe inoltre che in piazza del Campidoglio fosse esposta un’immagine di Emanuela come è accaduto in passato per le donne vittime di violenza”, aveva suggerito Orlandi.

Nel caso della sparizione di Emanuela, secondo il fratello “c’e una responsabilità del Vaticano e dello Stato italiano perché secondo me sia in Vaticano che nello Stato ci sono alcune persone che sanno come sono andate le cose. Non può essere stata una persona sola a farla sparire perché Emanuela non sarebbe mai salita spontaneamente sulla macchina di uno sconosciuto”.

Per Orlandi, tra le piste più importanti seguite nel caso ve ne è “una di natura economica – ha detto – legata al coinvolgimento della banda della Magliana, anche se puramente come tramite, come manovalanza: i soldi della mafia venivano fatti arrivare al Banco Ambrosiano, quindi mandati in Polonia. A un certo punto qualcuno ha rivoluto i soldi indietro e questi non c’erano più”.

Tra i punti al momento più ‘scottanti’ nelle indagini sulla sparizione della sorella, Pietro Orlandi ha ribadito poi la questione della sepoltura di De Pedis, uno dei boss della Magliana, nella basilica di Sant’Apollinare a Roma. “Bisogna sapere – ha concluso – per quali motivi è stata autorizzata una cosa del genere”.

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