Nunzio, lo scultore contemporaneo della Scuola di San Lorenzo

Nunzio

Alle Gallerie Alessandra e Valentina Bonomo le mostre di Nunzio, protagonista dell’arte internazionale

 

ROMA – Dopo la magnifica esposizione di Marco Tirelli al Macro Testaccio, un altro artista del famoso gruppo di San Lorenzo, Nunzio, ci pone di fronte agli esiti di innovative ricerche sui materiali, sulle forme, sullo spazio.

Nunzio è l’unico scultore del gruppo, riunitosi già dagli anni Ottanta nei locali del Pastificio Cerere a San Lorenzo, e con gli altri condivide la passione per un lavoro artigiano, per un continuo misurarsi con la mutevole apparenza delle cose, per la trasfigurazione delle materie usate, anche se tradizionali.

Le opere, tutte realizzate appositamente per gli spazi, sono esposti a Roma nelle gallerie di Valentina e Alessandra Bonomo a Roma e in quella della madre Marilena a Bari.

Da Valentina spiccano due sculture di legno dipinto, totem che riassumono la ricerca di questi anni: si stagliano quasi a cercare il soffitto, frammenti uniti magicamente così da mostrare solidità ma allo stesso tempo leggerezza e fragilità. L’immersione nel colore nero pece dona al legno spessore e mutevolezza. I lavori alle pareti uniscono materiali diversi, secondo una prassi utilizzata da tempo, piombo e legno che si accostano ad evocare forme primigenie che parlano armonicamente un linguaggio comune. Il piombo, secondo una definizione di Giuliano Briganti è lunare, alchemico, forgiato come fosse un pigmento e fa risaltare l’estrema eleganza minimalista delle forme.

E’ invece alla Galleria di Alessandra che, oltre a sculture a parete, Nunzio si confronta con una dimensione ambientale che ne ampia la visione e lo avvicina alle più importanti recenti ricerche internazionali. Dà infatti ad una grande gabbia di listelli di legno, struttura che fa pensare ad una cassa toracica, l’intensità e la forza di abbracciare chi vi passa all’interno ma allo stesso tempo ne esalta la leggerezza e la precarietà in quello stagliarsi delle sottili travi dipinte di nero, fissate al pavimento ma arcuate e flessibili: un richiamo potente a fronde naturali che sembrano aprirsi, nei boschi, al passaggio di animali o uomini.

Mostre da vedere e ammirare, queste di Nunzio, artista giustamente premiato nel 2000 alla Biennale di Venezia come “miglior giovane artista” e che oggi, nella maturità, si conferma grande protagonista dell’arte internazionale.

(Maria Grazia Tolomeo)

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