Pubblicità giochi, arriva lo stop dei Monopoli

lottoIl logo Aams verrà tolto dalle campagne pubblicitarie di Eurojackpot e 10eLotto di Sisal e Lottomatica

ROMA – Regole chiare, massima trasparenza, sicurezza per tutti coloro che si avvicinano al gioco: è la “mission” istituzionale di Aams , finora rappresentata dal logo negli spot e nelle inserzioni pubblicitarie, una sorta di “certificazione” che il prodotto pubblicizzato aveva il benestare (e la concessione) dello Stato.

Una scelta strategica mirata a favorire una chiara e netta distinzione tra gioco legale ed illegale, contrapponendo – è scritto nel sito dell’Amministrazione – “il divertimento e l’emozione di un gioco controllato e garantito dallo Stato alle conseguenze negative di quello clandestino”.

Ora, secondo quanto apprende Agipronews, affiancando l’onda del movimento d’opinione contrario al gaming (anche di Stato), i Monopoli hanno deciso di togliere il proprio logo dalle campagne pubblicitarie di Eurojackpot – il SuperEnalotto europeo gestito da Sisal – e 10eLotto, il gioco targato Lottomatica con estrazione ogni cinque minuti. Aams, insomma, non vuole più fare capolino su spot e cartelloni che promuovono i prodotti di gioco.

Si tratta di un’anticipazione delle nuove linee guida della comunicazione di Piazza Mastai, che i vertici dell’amministrazione devono ancora approvare ma che si applicherà in prima battuta a Sisal e Lottomatica, gli unici operatori che – per convenzione – devono ottenere l’imprimatur dei Monopoli di Stato sulle campagne pubblicitarie.

I primi spot del 10eLotto senza logo Aams – con l’ormai caratteristica presenza di Claudio Bisio – partiranno già nel corso di questa settimana, mentre l’avvio della campagna di Eurojackpot è previsto per la metà di maggio.
Secondo quanto si apprende, si sta valutando invece la possibilità per gli operatori di gioco – che dovranno riportare l’indicazione chiara ed esplicita del divieto di gioco per i minori di 18 anni – di utilizzare l’immagine “Aams gioco legale e responsabile” sul materiale informativo distribuito nei punti vendita, oltre che in spot e inserzioni di comunicazione sociale.

Il direttore per i giochi dell’Azienda, Antonio Tagliaferri, è intervenuto sull’argomento nel corso di un’audizione alla Camera, reputando utile “una forma pubblicitaria dei giochi, sia pur ridotta e controllata”. “Aams – ha sottolineato – a legislazione vigente, non ha poteri di intervento diretto, né di tipo censorio né di carattere sanzionatorio, sulla pubblicità dei prodotti da gioco”. Tagliaferri ha inoltre spiegato che “eventuali modifiche legislative concernenti il comparto non rientrano nella competenza di Aams e dovrebbero, comunque, essere attentamente ponderate, in quanto un divieto generalizzato di pubblicità, come avviene per esempio per il settore dei tabacchi, potrebbe essere considerato lesivo della libertà di imprese dalle aziende del settore”.

Secondo il direttore, “una sia pur ridotta e controllata forma pubblicitaria dei giochi è ritenuta utile al fine di consentire ai consumatori di poter distinguere l’offerta di giochi legali da quella di giochi illegali e alle aziende che operano legalmente nel settore di farsi conoscere e presentarsi alla luce del sole, a differenza degli operatori del mercato nero”.

Il direttore per i giochi spiega inoltre che i Monopoli puntano all’adozione di un codice di autoregolamentazione pubblicitaria da parte dei concessionari. “E’ intenzione di Aams, sentite anche le associazioni maggiormente rappresentative, farsi promotrice di una sorta di codice di autoregolamentazione pubblicitaria da parte dei concessionari, al fine di raccomandare loro una condotta basata sui canoni dell’ordinaria diligenza e sui principi della correttezza, della trasparenza e della buona fede fornendo ai consumatori informazioni esatte e complete circa le modalità di gioco e le probabilità di vincita”.

“Sono da espellere – ha concluso Tagliaferri – tutte quelle forme di pubblicità che possano, anche indirettamente, promuovere una cultura secondo cui la risoluzione dei problemi sociali e familiari passi attraverso il gioco ovvero che abbiano forte valore diseducativo in ordine all’utilizzo del tempo libero da parte dei giovani, con adeguate forme di avviso sui rischi connessi al gioco medesimo”.

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