Sigma Tau, i lavoratori sul piede di guerra

sigmatauManca un piano di risanamento. Cigs non ancora firmata dal governo. Fratture interne ai sindacati

 

ROMA – Si è tenuta a Pomezia la manifestazione di protesta e di sensibilizzazione indetta dai lavoratori in cassa integrazione della Sigma-Tau spa, per riportare l’attenzione sulla vicenda iniziata il 18 gennaio scorso. Da quel giorno, secondo fonti sindacali, i lavoratori non hanno avuto dall’azienda nessun segnale tangibile in merito al piano di risanamento promesso da mesi e mai programmato.

Alla messa in cassa integrazione di 569 lavoratori tra interni ed esterni ed alla chiusura dei due centri di ricerca Prassis e Tecnogen non ha fatto seguito alcun piano di risanamento e la cassa integrazione per i lavoratori Sigma-Tau non è ancora stata firmata dal governo, quindi per ora risulta illegittima.

Tra gli argomenti affrontati durante la manifestazione, particolare risalto è stato dato all’esame della crisi finanziaria addotta da Sigma-tau che non sembra affatto motivata da reali motivi economici, poiché, come ormai noto, l’azienda è in uno stato di solidità finanziaria desumibile dagli ultimi bilanci e dai recenti investimenti (acquisto per 320 milioni di dollari di un ramo di Enzon Farmaceutica), nonché dalle costanti e recenti spese per l’organizzazione di congressi medici. Sono stati menzionati inoltre sia le recenti sponsorizzazioni (Team Salomon/Carnifast per la corsa in montagna) sia i ripetuti passaggi pubblicitari sulle TV nazionali di spot relativi ai prodotti Yovis e Singula Dermon.

Tutte le forze politiche e sindacali presenti, sempre secondo il Comitato dei lavoratori della Sigma-Tau, hanno variamente e significativamente manifestato il loro pieno appoggio ai lavoratori in lotta, riconoscendo le loro fondate ed obiettive ragioni: unanime lo sconcerto per le modalità e per il pretestuoso motivo finanziario usato dalla Sigma Tau quale giustificazione per il suo comportamento. Da tutti è stato ribadito appoggio concreto e rinnovata disponibilità a portare al governo nuove interrogazioni sulla vicenda, fino a che non sarà veramente chiarita.

Si è registrata inoltre una frattura tra la Rappresentanza sindacale unitaria e il sindacato di base (USB) in merito agli accordi sindacali sottoscritti dall’azienda con la RSU a gennaio e contestati da alcuni lavoratori. Molte perplessità sono state anche espresse dai rappresentanti politici e sindacali in merito all’operato di Secondo Attila Carrara, un noto specialista di casse integrazioni e attuale consulente della Sigma-Tau e di diverse altre aziende del Lazio, molto attivo in procedure di tagli di personale e creazione di crisi aziendali e piani di ristrutturazione.

I lavoratori Sigma-Tau sospesi in Cigs (ad oggi non ancora sottoscritta dal Ministero), insieme a quelli già esternalizzati o in mobilità (Prassis di Milano e Tecnogen di Caserta), hanno chiesto ancora una volta che il governo di intervenire decisamente e concretamente su questa vicenda, anche per evitare che queste metodiche di tagli indiscriminati di posti di lavoro, di casse integrazioni strumentali e di delocalizzazioni selvagge non creino un irrevocabile effetto domino sul comparto aziendale del Lazio e d’Italia.

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