Benedetto XVI, 85 anni tra sfide raccolte e problemi da affrontare

benedetto_xviPer festeggiarlo è arrivato il fratello Georg che resterà per l’anniversario dell’elezione avvenuta il 19 aprile 2005

 

ROMA – Inizia una settimana con ricorrenze importanti per Benedetto XVI. Oggi ricorre il suo 85esimo compleanno, giovedì il settimo anniversario di pontificato (Benedetto XVI fu eletto Papa il 19 aprile 2005).

Papa Benedetto XVI compie 85 anni in una fase cruciale del suo pontificato: è infatti attesa a breve la risposta finale dei tradizionalisti lefebvriani, con i quali il papa tedesco, sin dalla sua elezione al soglio di Pietro, quasi sette anni fa, ha ostinatamente cercato una riconciliazione malgrado i dubbi all’interno della Chiesa cattolica e l’ostilità, a volte nemmeno mascherata, dei tradizionalisti stessi. Quella della ‘pace’ con i lefebvriani è una delle scommesse decisive del suo pontificato, in cui papa Ratzinger ha messo in gioco una fetta del suo prestigio.

Il pontefice è apparso stanco durante la ‘maratona’ liturgica delle celebrazioni pasquali, alimentando le voci – già rafforzate dall’uso di una pedana mobile per le celebrazioni liturgiche e dalla comparsa di un bastone per camminare alla vigilia della partenza per l’America Latina – sulle sue condizioni di salute. Ma il papa più anziano dalla fine del XIX secolo, dai tempi di papa Leone XIII che morì nel 1903 all’età di 93 anni, assicurano in Vaticano, sta bene. E malgrado abbia parlato candidamente della possibilità di dimettersi in un recentemente libro intervista, nulla fa pensare che il pontefice abbia intenzione di tirarsi indietro: durante la preghiera del Regina Coeli di ieri, ha chiesto ai fedeli di ”pregare perché – ha detto – il Signore mi dia la forza di compiere la missione che mi ha confidato”. Una missione che ha avuto da tutto il mondo sostegno e preghiere.

Non ci saranno festeggiamenti solenni in Vaticano per il compleanno del papa. Piuttosto una festa in famiglia, come lui stesso ha chiesto. Per festeggiarlo a Roma è arrivato il fratello, monsignor Georg Ratzinger, che si fermerà anche per celebrare con il Pontefice il settimo anniversario dell’elezione a successore dell’apostolo Pietro, giovedì 19, oltre a quello del solenne inizio del pontificato, martedì 24.

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco e il segretario generale Mariano Crociata, in un telegramma, rendono grazie al Signore – a nome della Chiesa che è in Italia – per il dono della vita e della fede, stringendosi attorno al Pontefice “in occasione delle felici ricorrenze del Suo ottantacinquesimo compleanno e del settimo anniversario della Sua elezione pontificale. Il nostro augurio è sostanziato dalla preghiera, con la quale chiediamo al Signore, che l’ha chiamata alla vita e l’ha scelta nell’ordine episcopale, di conservarla alla Chiesa intera quale guida e pastore del popolo santo di Dio”.

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, in un’intervista alla Radio Vaticana, esprime oggi ”ammirazione” per papa Benedetto XVI nel giorno dell’85° compleanno. ”Pur avendo cominciato questo ministero per la Chiesa universale in età piuttosto avanzata”, quello di papa Ratzinger è comunque ”un Pontificato molto ricco ed intenso, con tanti viaggi ed eventi molto importanti, con un Magistero intenso e molteplice. Dobbiamo perciò dire che ciò che il Papa è riuscito a fare in questi sette anni è una cosa ammirevole”.

Per padre Lombardi, la cosa che più colpisce di Benedetto XVI è ”la sua gentilezza e la sua attenzione. Il rapporto ravvicinato con qualcuno egli lo vive molto intensamente: ascolta davvero quello che il suo interlocutore ha da dire, e lo fa con grandissima attenzione e rispetto. Ha, inoltre, una lucidità ed una chiarezza di pensiero e di espressione, una densità di contenuto che comunica, che colpisce in un modo veramente profondo”.

Più che gli scandali di ‘Vatileaks’ o i contrasti interni, ”i problemi che il Papa sente sono quelli della secolarizzazione, dell’oblio di Dio, del relativismo e della perdita di riferimento dell’orientamento di tante persone nell’epoca moderna. Per quanto riguarda la Chiesa, ha certamente sofferto per gli aspetti di incoerenza e di infedeltà alla missione ed alla sua dignità. In questi anni abbiamo vissuto anche, con molta sofferenza, tutto il dibattito a proposito degli abusi. Mi sembrano queste le cose di cui il Papa può soffrire più che dei pettegolezzi interni”.

Molti gli auguri giunti al Papa. A cominciare dal capo dello Stato che in un messaggio porge “a nome del popolo italiano e mio personale, i più calorosi e sinceri voti augurali per la sua persona e per la feconda prosecuzione di quell’alto magistero etico e spirituale al quale guardano con speranza la nazione italiana e tutta la vasta comunità cattolica”.

Il premier Monti esprime al Santo Padre “il mio sentimento di profonda gratitudine per la ricchezza e il coraggio del Suo alto magistero, per la forza della Sua testimonianza di fede e carità, per l’instancabile impegno affinché il bene comune sia la vera, nuova ragione e l’orizzonte di speranza dell’Italia, dell’Europa e dell’intera comunità umana”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in un telegramma inviato al Cardinale Tarcisio Bertone, definisce “l’alto ed illuminato Magistero di Sua Santità un insostituibile punto di riferimento per i credenti, ma anche per chi non crede, e sono convinto che le giovani generazioni, in particolare, possano trarre dalle Sue parole un esempio e uno stimolo per farsi ambasciatori del dialogo e del rispetto tra i popoli e le culture”.

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