15:34 | Fmi, economia italiana -1,9% nel 2012. La ripresa inizia nel 2013

L’economia italiana si contrarrà nel 2012 dell’1,9% e nel 2013 dello 0,3%. La stima è del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che rivede così al rialzo le precedenti previsioni di gennaio rispettivamente di 0,2 e 0,3 punti percentuali.
La contrazione dell’1,9% dell’economia italiana nel 2012 si confronta con il -1,8% del Pil della Spagna (stime riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio).

La ripresa economica italiana inizierà solo nel 2013 dopo una recessione più profonda rispetto a quella dell’area euro nel suo complesso, per la quale é prevista una contrazione del Pil nella prima metà del 2012. Il Bel Paese che resterà quindi in recessione per il biennio 2012-13, è infatti l’unico caso tra i cosidetti Giips (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna) e nell’intera Eurozona.

Il Fmi prevede inoltre per il quarto trimestre 2013 un Pil in progresso dello 0,7% contro il -2,0% del quarto trimestre 2012. “Le elezioni in Spagna e la nomina di un nuovo presidente del consiglio in Italia hanno dato qualche rassicurazione agli investitori”, afferma Olivier Blanchard, capo economista del Fmi, nella lettera di introduzione del Wolrd Economci Outlook. L’Italia, come gli altri paesi dell’area euro con una posizione di bilancio debole deve attuare i piani approvati.

Per quanto riguarda la disoccupazione, il Fondo stima che il tasso in Italia si attesterà al 9,5% nel 2012 e salirà al 9,7% nel 2013. Nell’area euro la disoccupazione sarà invece pari al 10,9% quest’anno e al 10,8% il prossimo. La Spagna è il paese europeo con la disoccupazione più alta, al 24,2% nel 2012 e al 23,09% nel 2013.

Le prospettive per l’economia mondiale si stanno gradualmente rafforzando, ma i recenti miglioramenti sono fragili e i rischi al ribasso elevati. Lo afferma il Fmi, sottolineando che i rischi maggiori che pesano sull’economia sono l’Europa e il petrolio, con le tensioni geopolitiche che hanno effetto sul mercato e potrebbero causare, in caso di distruzioni alla produzione in Iran, un balzo dei prezzi.

La Cina continua ad essere la locomotiva dell’economia mondiale, con le stime di crescita riviste leggermente al rialzo con un +8,2% per quest’anno e un ulteriore +8,8% per il 2013. I primi segnali di miglioramento dell’economia si sono registrati nei primi tre mesi dell’anno, grazie, in parte, al mercato finanziario globale e ai minori timori sulla crisi del debito dell’Eurozona. Le ricostruzioni in Giappone e Thailandia, dopo i disastri provocati dai cataclismi naturali, stanno poi aiutando l’economia asiatica a crescere più velocemente. ”La politica ha giocato un ruolo importante nei recenti miglioramenti – prosegue il Fondo -, ma vari problemi strutturali rimangono irrisolti”. L’Fmi ha preso poi atto delle azioni della Bce con operazioni di finanziamento a lungo termine che hanno pompato denaro nel sistema finanziario, insieme al rafforzamento dei firewall e all’avvio di riforme struttrali.

“Le condizioni del mercato del lavoro resteranno molto difficili in diverse economie avanzate”, mette in evidenza il Fmi, secondo il quale fra gli altri rischi che potrebbero pesare sull’economia ci sono le pressioni disinflazionistiche. “Nel breve termine il rischio maggiore è il reintensificarsi” dell’interazione negativa fra la qualità degli asset delle banche e il rischio sovrano. “La maggiore preoccupazione è che l’economia globale continui a essere suscettibile di rischi al ribasso che pesano sulla fiducia dei consumatori e degli investitori e che la ripresa resterà anemica nelle economie avanzate.

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