Premio Pulitzer, premiati due media online

Arianna_HuffingtonRiconoscimenti ai giornalisti dell’Huffington Post e di Politico.com. Tra i media tradizionali il New York Times

ROMA – Per la prima volta, due giornalisti di altrettanti media online sono stati insigniti quest’anno del premio Pulitzer, considerato come l’Oscar del giornalismo: l’inviato di guerra David Wood dell’Huffington Post, e il vignettista Matt Wuerker di Politico.com.

“La più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media”, ha scritto il New York Times, che a sua volta ha oggi visto assegnare il premio a due suoi giornalisti, così come sono stati premiati altri media ‘tradizionali’ quali l’Associated Press (Ap) e, nella sezione foto, la Agence France Press (Afp). “Si tratta di un segno del cambiamento del panorama dei media”, ha scritto ancora il prestigioso quotidiano newyorkese.

“Siamo felicissimi e profondamente onorati per il premio, che riconosce sia il valore esemplare degli articoli di David, sia l’impegno dell’HuffPost verso un’informazione originale che riferisce sia del dibattito nazionale che della vita della gente reale”, ha commentato Arianna Huffington, presidente e direttore dell’Huffington Post Media Group.

Fondato da lei stessa nel 2005 assieme a Kenneth Lerer e Jonah Peretti, l’HuffPost è presto diventato uno dei siti più seguiti negli Stati Uniti e non solo. In breve è stato replicato con un’edizione canadese, una francese e una britannica ed è in preparazione anche una edizione italiana. Il giornalista dell’HuffPost, David Wood, 66 anni, ha ricevuto il premio per la categoria ‘national reporting’ con un reportage dal titolo ‘Beyond the battlefield’, in cui racconta la vita dei soldati americani tornati dall’Iraq e dall’Afghanistan.

Politico.com è stato a sua volta fondato cinque anni fa, e come dice il nome è incentrato in massima parte sulla vita politica di Washington, con un focus costante sul presidente. Il suo direttore, Bill Nichols, ha accolto con grande soddisfazione il riconoscimento tributato a Wuerker, sottolineando che il suo lavoro rappresenta una delle “più grandi sfide, per afferrare l’essenza e l’immagine del panorama di Washington, inghiottito da polemiche, ostinazione e menzogna”. Secondo Rem Reider, direttore dell’American Journalism Review, l’assegnazione dei premi di quest’anno “é davvero salutare”, perché mostra che “i Pulitzer si sono mossi, anche se lentamente, da un focus esclusivo sulla carta stampata. Il mondo è cambiato notevolmente e ci sono molti interessanti sviluppi con le notizie digitali”.

Il docente della New York University Jay Rosen ha a sua volta affermato che “le notizie di oggi verranno lette come un simbolico punto di svolta”, anche se in fondo si tratta solo di un passo in avanti su “una traiettoria iniziata diversi anni fa, quando l’Huffington Post ha iniziato ad assumere giornalisti”.

L’Afp, che vince per la prima volta, ha conquistato il prestigioso premio per le foto ‘breaking news’. Il fotografo è Massoud Hossaini, 30 anni, ed è l’autore della bellissima (e davvero molto impressionante) immagine dell’unica sopravissuta, una ragazzina che piange urlando, dopo un attentato kamikaze, in mezzo ai cadaveri della sua famiglia.

Il New York Times conquista tra l’altro il premio nella categoria ‘informazioni internazionali’ per come l’inviato Jeffrey Gettleman ha coperto la carestia e le guerre in Africa Orientale.

Per quanto riguarda il giornalismo investigativo il premio è andato all’agenzia Associated Press premiata per l’inchiesta sui controlli della polizia di New York sui musulmani americani. E una 24enne reporter di un giornale locale della Pennsylvania il Patriot-News per gli articoli che hanno portato poi all’inchiesta sulle molestie sessuali compiute dall’assitente coach della squadra di football della Penn State.

Il premio, creato nel 1904 da Joseph Pulitzer, è considerato come uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel campo giornalistico. Sono stati in tutto 14 i giornalisti premiati dalla commissione del premio, che viene gestito dalla scuola di Giornalismo della Columbia University.

Le pubblicazioni esclusivamente online possono partecipare dal dicembre 2009, a condizioni d’essere almeno settimanali. Non sono invece comprese le televisioni né tantomeno i magazine. Lo scorso anno ha segnato un punto di svolta importante quando per la prima volta l’autorevole tributo è andato a un sito internet, ProPublica, nella categoria ‘giornalismo investigativo’ per il reportage “The Wall Street Money Machine”.

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