17:22 | Fs, mostra video-fotografica ‘Operazione treni puliti’ alla stazione Trastevere

Sensibilizzare il pubblico sull’incidenza economica e sociale degli atti vandalici e di inciviltà ai danni dei treni regionali. È questo il senso della mostra video-fotografica “Operazione treni puliti”, in programma da oggi a martedì 24 aprile alla stazione di Roma Trastevere.

Ripercorrendo un processo iniziato nel 2010, l’esposizione spiega l’evoluzione delle tecniche di pulizia adottate e chiarisce, attraverso cifre e costi, l’impegno assunto da Trenitalia.

L’obiettivo del racconto video-fotografico è coinvolgere il pubblico sull’incidenza economica e sociale degli atti vandalici (rottura vetri e plafoniere, tagli e scritte ai sedili, scarico di estintori, ecc.) e di inciviltà (scarpe sui sedili, rifiuti abbandonati in treno, ecc.) che comportano grossi sprechi di tempo e di denaro, “rubati” alle attività migliorative del servizio.

La direzione di Trenitalia Lazio nel 2011 ha sostenuto una spesa di 3 milioni 380 mila euro per riparare i danni esterni e interni alle carrozze e ai locomotori. Una spesa a cui va aggiunto il danno di immagine. Sono stati rimossi ben 85.503 mq di graffiti, che coprono una superficie pari a 10 campi di calcio.

Il costo di tali interventi è stato di di 521 mila euro per la sola rimozione cui vanno aggiunti 405 mila euro per il ”fermo vetture”( lo stop dei treni nelle officine), 108 mila euro per lo smaltimento dei reflui, 126 mila euro per la progettazione e realizzazione di un depuratore a Orte, 820 mila euro per il reintegro del materiale danneggiato (foderine ecopelle, arredi, pellicolature) e 1 milione e 400 mila euro per la manodopera.

Con 3 milioni 300 mila euro Trenitalia avrebbe potuto acquistare un nuovo treno regionale. A questi occorre aggiungere i costi ambientali, basti pensare che per rimuovere 85.503 metri quadri di graffiti (superfici dei treni vandalizzate annualmente nel Lazio) occorrono 13.500 ore di stop del treno, 40.000 Kg di prodotti chimici, 2.100 litri di benzina/gasolio, 2.000.000 di litri di acqua. Per non parlare del danno diretto ai viaggiatori che trovano il loro treno con un numero inferiore di posti per l’assenza delle carrozze ferme in officina.

L’abbattimento del fenomeno farebbe ”guadagnare” 56 mila ore di lavoro a favore del miglioramento della qualità e di interventi più capillari, restituendo un servizio di cui beneficerebbe tutta la clientela. Sarebbero inoltre ridotti del 100% l’utilizzo dei prodotti chimici, dell’11% le emissioni di CO2, del 10% i rifiuti speciali oltre alla quantita’ di acqua consumata, riferite alle normali attività di pulizia.

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