Commercio, è allarme sui fallimenti delle aziende

confcommercioUno su 3 causato da ritardi nei pagamenti. Lazio al 2° posto con 1.215 bancarotte. Dal 2009 flessione del 40% negli affari

 

ROMA – Dopo la fiaccolata di ieri sera al Pantheon di dipendenti e imprenditori per denunciare la crisi che colpisce il sistema produttivo delle aziende, soprattutto quelle minori, oggi, alla sede nazionale della Confcommercio, si sono incontrati politici, categorie del settore e industriali per gli ‘Stati generali del commercio, del turismo e dei servizi della capitale’.

“Dal 2009 ad oggi – ha detto il presidente della Confcommercio Roma, Giuseppe Roscioli – i nostri tre settori di riferimento, che costituiscono il 60% del Pil del Lazio, hanno subito una contrazione del giro d’affari dal 20 al 40%”.
Roscioli ha ricordato, riferendosi alla crisi economica, che nel 2011 “quasi un fallimento su tre è stato causato dai ritardi nei pagamenti e che nella graduatoria completa che indica il numero dei fallimenti il Lazio è al secondo posto con 1.215 dopo la Lombardia”.

Sui pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sono intervenuti sia la governatrice del Lazio che il presidente della Provincia di Roma. “Il problema dei pagamenti – ha spiegato Renata Polverini – esiste anche per la Regione Lazio. Nella sanità la regione paga a 180 giorni ma non è un obiettivo finale, dobbiamo considerare poi che ci sono regioni che in questo comparto pagano da 600 a 700 giorni”.

La presidente della Regione Lazio ha spiegato che nonostante le difficoltà la Regione sta tentando di lavorare su questo problema. “Il problema dei ritardi dipende anche dal forte indebitamento di 25 miliardi ereditato dalla vecchia gestione – ha aggiunto la Polverini -. Abbiamo subito pesanti manovre dal governo precedente ed una dal governo Monti che taglia i provvedimenti. Tuttavia abbiamo cercato di mettere in campo fondi di rotazione per fare in modo che le imprese potessero avere i soldi dalla Regione”.

Sull’argomento è intervenuto anche Zingaretti. Quanto ai ritardi nei pagamenti lamentati dalle associazioni di categoria Zingaretti commenta: “Hanno ragione le associazione di categoria a lamentarsi dei ritardi nei pagamenti. Essere pagati dopo tre anni è una vergogna. Con orgoglio possiamo dire che fino a gennaio abbiamo pagato i fornitori a 60 giorni dalla fattura. Non è impossibile, si può fare ed è un esempio di buon governo”.

Per quanto riguarda la crescita e il rilancio dell’economia, la parola chiave è sviluppo. Secondo la Polverini ci vuole un programma di sviluppo. “Possiamo sostenere il settore produttivo, ma abbiamo bisogno di un governo che metta in condizione le famiglie e i cittadini per contribuire alla ripresa, interrompendo questa spirale continua di tassazione, per mettere in campo un vero programma di sviluppo”.

Per il presidente di Palazzo Valentini “la ripresa passa anche dal sostegno di settori come il turismo – il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti – La città si rende più competitiva se funziona la qualità dei servizi. Ciò di cui in questo momento abbiamo bisogno, anche per rilanciare l’economia, è un progetto di sviluppo che renda più competitiva la città”.

“Per costruire una città moderna e funzionale – è il pensiero di Roscioli – non dobbiamo aspettare i grandi eventi. Partiamo innanzitutto dalle infrastrutture, come ad esempio al completamento del secondo polo turistico, a tutta la zona di Fiumicino e al waterfront di Ostia. Dobbiamoci impegnarci per il futuro della nostra città”.

Secondo il presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, “la crisi economica che ci troviamo ad affrontare è di estrema complessità e per fronteggiarla serve una risposta costruttiva e unitaria. La prima emergenza da risolvere è quella della mancanza di liquidità delle imprese, determinata sia dalle crescenti difficoltà nell’accesso al credito, sia dagli abnormi ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di un tema di eccezionale urgenza e rilevanza, fondamentale per la sopravvivenza del nostro tessuto produttivo e, dunque, per il futuro del nostro Paese. Governo e Istituzioni hanno il dovere di dedicargli la massima attenzione.

La Camera di Commercio di Roma – ha sottolineato Cremonesi – per quanto può fare, è in prima linea per risolvere queste emergenze. Tra le varie misure adottate ricordo la garanzia camerale delle linee di credito concesse dalle banche alle PMI, tramite i Confidi, per un importo globale di 100 milioni di euro, capace, tramite il sistema del moltiplicatore, di generare un flusso di investimenti per 1 miliardo di euro”.

Potrebbero interessarti anche