Sistri, il pagamento dei contributi slitta a novembre

SistriLa decisione del MiPaf per rendere più efficienti le procedure. Anita: “Il rinvio non risolve il problema”

ROMA – Il termine per il pagamento dei contributi Sistri per l’anno in corso slitta dal 30 aprile al 30 novembre 2012. Lo fa sapere in una nota il ministero dell’Ambiente, che sta procedendo ad una revisione del sistema in modo da semplificare e rendere più efficienti le procedure.

Il ministro Corrado Clini, riferisce Staffetta Quotidiana, ha proposto al nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e ai presidenti delle associazioni di categoria interessate di valutare insieme le modalità per rendere finalmente operativo il sistema, senza aggiungere oneri amministrativi alle già complesse procedure cui le imprese sono sottoposte per rispettare gli adempimenti ambientali ed in particolare quelli in materia di rifiuti.

“Prendiamo atto di questo segnale e accogliamo l’invito del ministro Clini a valutare insieme le modalità per rendere finalmente operativo il sistema”, ha dichiarato in una nota Carlo Coppola, presidente della sezione trasporto rifiuti di Anita. “Siamo disponibili a proporre soluzioni – come abbiamo fatto in questi due anni – per risolvere le criticità riscontrate dagli operatori nell’applicazione del Sistri.

Tuttavia, crediamo che questo ennesimo rinvio non risolva il problema e non risponda alle nostre richieste. Ad oggi i contributi pagati nel 2010 e nel 2011 sono andati persi e non vorremmo dover pagare anche quest’anno, seppure in data posticipata, per un sistema ancora in sperimentazione. Per questo motivo – conclude Coppola – avevamo chiesto almeno per il 2012 di sospendere il pagamento ed individuare meccanismi di compensazione per recuperare i costi finora sostenuti. Non ci resta che sperare che la revisione del Sistri promessa dal ministero dell’Ambiente si realizzi quanto prima”.

Il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti introdotto due anni fa, non è mai partito. Una serie di rinvii e di burocrazia zoppicante ne hanno sempre bloccato la piena operatività. E tuttavia le imprese di autotrasporto hanno continuato a sostenere i costi di iscrizione, installazione delle black box e attivazione delle sim card.

L’unica speranza che rimane alle numerose imprese coinvolte nella vicenda è che il governo attuale sappia valutare a fondo il progetto, raddrizzandone le asperità e cancellando i chiaroscuri, per ridare il senso originale al sistema.

 

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