Università, tutti in piazza contro Profumo

protesta_universitaProtesta degli studenti per il valore legale della laurea e contro la privatizzazioni dei consigli d’istituto

 

ROMA – Rotoli di carta igienica timbrati con la scritta ”Titoli di studio o carta straccia?”. E’ l’azione dimostrativa messa in atto da questa notte al ministero dell’Istruzione, e organizzata da Link Roma per “porre l’attenzione sullo scottante tema dell’abolizione del valore legale del titolo di studio”.

“Dopo la proposta di abolizione, avanzata nei mesi scorsi all’interno del decreto semplificazioni dal Governo, numerose sono state le proteste degli studenti che hanno portato l’esecutivo a ritirare quella proposta e ad avviare una consultazione online su tale tematica partita il 22 marzo. Tuttavia – spiega Diana Armento, coordinatrice di Link Roma – il questionario preparato dal Ministero risulta essere una vera e propria truffa, la stessa formulazione delle domande palesa la volontà governativa di orientare le risposte verso l’assenso a tale abolizione. Ciò è ancor più grave se si tiene conto del fatto che si tratta di una tematica di fondamentale importanza; l’abolizione infatti del valore legale del titolo di studio creerebbe una dualità all’interno del sistema formativo con poli universitari eccellenti ma costosissimi e università scadenti ma economiche. Insomma il merito dello studente perderebbe valore in favore della reputazione dell’Ateneo da cui proviene, rendendo le nostre lauree carta straccia”.

Come studenti e studentesse che in questi anni si sono mobilitati contro la distruzione dell’università, conclude, “abbiamo però deciso di sfidare il ministero sul terreno della democrazia e abbiamo elaborato un prontuario delle risposte al questionario per riuscire a spiegare agli studenti come votare per difendere il valore legale della laurea”.

“Oggi siamo in piazza in tante città d’Italia per lottare contro la privatizzazioni dei saperi e la precarizzazione del nostro futuro, manifestiamo per salvare il diritto allo studio e la democrazia in scuole e università, il governo deve sapere che parte da questa giornata una mobilitazione in scuole e università e che scenderemo in piazza sempre contro chi vuole distruggere la formazione”. Lo annuncia una nota della Rete della Conoscenza che diffonde anche un “appello per la liberazione dei saperi contro la precarietà”.

Nelle ultime settimane, si legge, “il Governo ha esplicitato la volontà di attaccare i diritti del lavoro, evitando accuratamente di aumentare le tutele per i precari. Contemporaneamente, con i Decreti 436 e 437, ha deciso l’aumento delle tasse universitarie e per il diritto allo studio, mentre nel Parlamento veniva rispolverato il progetto di legge Aprea che introduce i privati nelle scuole con la possibilità di influire sui programmi scolastici”. Non solo. “Un milione di giovani che vivono con contratti parasubordinati non vedranno alcun miglioramento delle proprie condizioni di vita grazie alla Riforma del mercato del lavoro, mentre, intanto, i loro coetanei più fortunati non avranno più la sicurezza dell’articolo 18 che garantiva il diritto di non essere licenziato senza giusta causa. Non siamo più disposti ad accettare questo presente, noi lo rovesceremo per liberare un futuro migliore.

Per questo, oggi promuoviamo lo stato di agitazione delle scuole e università, per costruire un momento di liberazione dei luoghi della formazione dalle logiche di mercato che ci hanno condotto a questa crisi. Promuoveremo assemblee, presidi, momenti informativi e blocco delle lezioni. La prossimità al 25 aprile ci invita ad una nuova fase di resistenza”.

Gli studenti diffondono anche una ”mappa” delle iniziative in programma: Torino, Corteo Palazzo Nuovo dalle 9; Genova, presidio sotto la Prefettura; Milano, assemblea pubblica Lato B alle 16; Padova, assemblea pubblica e volantinaggi; Piacenza, presidi davanti alle scuole; Trieste, assemblea in piazza. E ancora: Siena, presidio sotto il provveditorato; Roma, assemblee nelle facoltà di scienze politiche, economia, scienze della comunicazione, ingegneria e presidio al Miur dalle 15; Campobasso, assemblea pubblica; Napoli, presidi in varie zone della città; Salerno, grande assemblea nel Campus di Fisciano; Bari, assemblea pubblica a Giurisprudenza; Foggia, assemblea pubblica; Brindisi, presidio in piazza; Viterbo, sciopero della prima ora in tutte le scuole e presidi; Latina, presidio in piazza; Formia, flash-mob e assemblea pubblica in piazza.

“Siamo stupiti di come questo governo sui temi di scuola e università stia sviluppando delle politiche in assoluta continuità con quelle dell’esecutivo precedente, lo dimostra la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio, la volontà di privatizzare i consigli d’istituto, le decisioni sull’aumento delle tasse per l’università”.

Per queste ragioni Link Roma e Uds Roma hanno convocato un presidio davanti al ministero dell’Istruzione, alle 15, invitando tutte le realtà del mondo della formazione a partecipare. “Saremo sotto al ministero – afferma Diego Ciarafoni di Link Roma – per difendere ancora una volta l’università e la scuola pubblica, per ribadire la nostra contrarietà all’aumento delle tasse universitarie previste dai decreti attuativi della riforma Gelmini, per contestare il pdl Aprea sulla privatizzazione delle scuole e per proporre il Contro-Questionario sul valore legale del titolo di studio, infatti davanti alla truffa della consultazione governativa vogliamo sfidare il Ministro Profumo sul terreno della democrazia”.

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