Metro C, è polemica sui costi e sui tempi

Metro_C_sliderSecondo Astaldi costerà meno di quella di Parigi, per Staderini è la più cara al mondo. Vianini Industria e Vianini Lavori in lotta

 

ROMA – Polemica sui costi della linea C della Metropolitana di Roma tra Paolo Astaldi, presidente del gruppo omonimo, e Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani.

Astaldi, parlando a margine dell’assemblea di bilancio della società, ha tenuto a precisare che la Metro C di Roma “non è la metropolitana più costosa d’Europa”. Astaldi ha messo a confronto i costi chilometrici delle due metropolitane, spiegando che “numeri alla mano la metro di Parigi è costata 207 milioni di euro a chilometro mentre, prendendo il tratto urbano della linea C, il costo a chilometro è di circa 163 milioni e inoltre, sull’intera tratta, il costo scende ulteriormente”.

Il presidente del gruppo di costruzioni ha anche ricordato le difficoltà di scavare in pieno centro di Roma, in particolare nell’area di Colosseo – Piazza Venezia, delicatissima sotto il punto di vista dei resti archeologici nel sottosuolo, e ha sottolineato di trovare del tutto ingiuste le critiche ricevute per aver proposto, su richiesta, un’ipotesi di finanza di progetto per l’opera (l’investimento complessivo per la linea – ha ricordato Astaldi – è di 3,48 miliardi, un costo non assolutamente in linea considerate le difficoltà dell’opera).  Il gruppo Astaldi detiene il 34,5% del Astaldi-Vianini consorzio costituito per la realizzazione della linea, i cui lavori sono iniziati nel 2007.

Al costruttore ha risposto Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che ha sfidato Astaldi a una verifica effettiva dei costi. Secondo Staderini, la metro C non è la metropolitana più costosa d’Europa, ma è certo la più cara al mondo, considerato che alla fine, se proprio dovesse andare tutto bene, non costerà meno di 5/6 miliardi

In una dichiarazione, il segretario dei Radicali rileva che “in attesa di conoscere in quale modo Astaldi abbia fatto i calcoli parlando di un costo di 163 milioni di euro al km”, si possono rileggere i dati pubblicati dal Cipe e dalla relazione della Corte dei Conti del dicembre scorso.

“Ebbene – spiega ancora Staderini – per la tratta T3 (da San Giovanni al Colosseo) il costo al km è pari a 264 milioni di euro, considerato che è lunga meno di 3 km e che la delibera del Cipe del 20 gennaio 2012 assegna 792 milioni per le sole opere trasportistiche. Cifra destinata a salire se mettiamo in conto anche gli oneri relativi al consolidamento dei monumenti, comprendendo i quali la prima richiesta di Roma Metropolitane al Cipe era di 1,3 miliardi di euro”, sottolinea il segretario radicale.

Staderini osserva poi che, per quanto riguarda il completamento dal Colosseo alla Farnesina, che è lungo 7,1 km, la relazione della Corte dei Conti dello scorso dicembre indica la richiesta di Astaldi in 2,6 miliardi di euro, per un costo al km di 366 milioni. Rispetto al costo complessivo della Metro C, i 3,48 miliardi di cui parla Astaldi sono solo lo stanziamento attuale, non certo il costo finale – osserva il segretario radicale. Premesso che si tratterebbe comunque di un significativo aumento rispetto al costo inizialmente previsto di 2,6 miliardi, la Corte dei Conti indica riserve per prestazioni aggiuntive di 330 milioni (oneri di progettazione e antimafia) e per varianti progettuali di 1,3 miliardi”, conclude Staderini.

Provocatoriamente Staderini a questo punto sfida Astaldi a “sottoscrivere una fideiussione bancaria in cui si impegna a consegnare la Metro C completa e funzionante al prezzo immodificabile di 3,48 miliardi. Magari indicando anche la data di consegna: il contratto prevedeva la fine del 2014, la proposta di project financing propone il 2021, mi accontenterei se si impegnasse a finirla nel 2030”, chiude la sua nota il segretario dei Radicali, che si rivolge poi ad Alemanno chiedendo di pronunciarsi sulle vere cifre dell’opera.

Intanto si è aperta una contesa giudiziaria tra la Vianini Industria e Vianini Lavori, le due società che fanno riferimento alla famiglia dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, ma che oggi si trovano in lotta tra loro.
A darne notizia è Alessandro Caltagirone, presidente di Vianini Industria, nel corso dell’assemblea di bilancio.

La società, che fa traversine ferroviarie e conci per le gallerie di metropolitane ha un appalto importante con Metro C, il consorzio (partecipato da Vianini Lavori con una quota del 30% circa) che sta realizzando la terza linea della Metropolitana di Roma.

Lavori che vanno a singhiozzo, spiega Caltagirone al termine dell’assemblea, per le modalità del finanziamento pubblico dell’opera. Questo provoca per Vianini Industria degli stop and go produttivi che hanno un costo.

“Abbiamo chiesto altri 2,5 milioni per il pagamento dei conci” spiega rispondendo a una domanda in assemblea. La risposta del consorzio Metro C, invece, è stata una “riconvenzionale”, ossia una richiesta a sua volta al Tribunale, da 5 milioni. Il ricorso alla causa in Tribunale, spiega Alessandro Caltagirone, è stato fatto proprio per evitare possibili ombre nei rapporti tra parti correlate. Il contenzioso probabilmente, stima il presidente di Vianini Industria, si risolverà con un arbitrato.

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