A Mario Resca la guida di Acqua Marcia

Resca_Mario_sliderAll’attuale direttore del MiBac la società di Caltagirone ha affidato il compito di portare il gruppo in acque tranquille

 

ROMA – Che Mario Resca stesse cercando una nuova sistemazione manageriale lo si sapeva da tempo. L’incarico di direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale al ministero dei beni culturali in fondo gli è sempre andato stretto dopo che il suo progetto di valorizzazione del nostro patrimonio artistico-monumentale era di fatto naufragato sugli scogli dei lacci e laccioli burocratici.

Infatti di lui si era cominciato a parlare come nuovo commissario del Maxxi e altre suggestive destinazioni. Ma per un collezionista di cariche come lui, già seduto su poltrone prestigiose come McDonald’ s Italia, Eni, Rcs, Mondadori e Mibac, non era facile trovare una sistemazione adeguata al suo rango.

Ora ci ha pensato Acqua Marcia che ha chiamato Mario Resca a traghettare il gruppo di Francesco Bellavista Caltagirone in acque più tranquille dopo le tempeste abbattutesi sui porti di Imperia e di Fiumicino. A prescindere dal fatto che non si sa ancora quali incarichi Resca lascerà e quali ha intenzione di mantenere (in questo Paese i conflitti di interesse o il cumulo delle cariche non hanno mai rappresentato un problema), il mandato ricevuto dall’Acqua Marcia non si presenta affatto di facile gestione.

I fronti aperti infatti, oltre quello giudiziario, sono molteplici e vanno dalla rinegoziazione dell’ingente esposizione con il sistema bancario alla ricostruzione dell’immagine del gruppo, dalla dismissione degli asset alberghieri alla ripresa dei rapporti con soci e partner delle varie società partecipate. E’ Resca l’uomo per un compito così impegnativo? Il suo curriculum direbbe di sì, ma solo i prossimi mesi potranno confermarlo.

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