11:44 | Provincia di Roma, scoperti 130 evasori. Nascosti al fisco 361 milioni di euro

Nei primi quattro mesi dell’anno, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno scovato, in tutta la provincia, 130 evasori totali – operatori economici che non hanno assolto, per uno o più periodi di imposta, agli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP – constatando IVA evasa pari ad oltre 83milioni di euro ed individuando nei loro confronti materia imponibile non dichiarata per circa 361 milioni di euro, che è stata quindi proposta per il recupero a tassazione ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Di essi, 69 sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver superato le soglie di punibilità stabilite dalla Legge penale tributaria. Gli evasori totali sono stati individuati dopo avere selezionato le posizioni più significative, sulla base delle segnalazioni pervenute al numero di pubblica utilità 117 e delle informazioni raccolte durante il controllo economico del territorio. Specie in assenza di scritture contabili, sono stati di grande aiuto per le Fiamme Gialle gli accertamenti presso banche, uffici postali ed altri intermediari finanziari, al fine di ricostruire il giro d’affari degli interessati.

Tra i casi più sorprendenti di omissione della dichiarazione, quello di una società della Capitale che gestisce alcuni teatri di cabaret nel quartiere Esquilino, di una sala bowling della zona di Casal Lumbroso e di un’impresa di autotrasporti di Capena, che avrebbero omesso di dichiarare ricavi ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP per oltre 3,6 milioni di euro la prima, per circa 4 milioni di euro la seconda e per circa 4,5 milioni di euro la terza, omettendo di dichiarare e versare l’IVA comunque riscossa dai clienti per un importo pari complessivamente a circa un milione di euro.

Per due di essi vi era la totale assenza di scritture contabili e “pezze d’appoggio” giustificative, circostanza che ha determinato il ricorso rispettivamente a metodi presuntivi e ad accertamenti presso banche, uffici postali ed altri intermediari finanziari, al fine di ricostruire il giro d’ affari degli interessati. Singolare la vicenda dell’impresa di Capena: la sua contabilità era tenuta impeccabilmente e tutte le operazioni di gestione erano state registrate regolarmente ma, per un periodo di imposta, i suoi titolari avevano dimenticato di presentare la dichiarazione e di versare le relative imposte. In questo caso le Fiamme Gialle hanno potuto quantificare con relativa facilità i ricavi non dichiarati al Fisco.

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