Censimento. L’Italia, un paese con 60 milioni di cittadini

censimento_istatOltre 3,5 milioni di stranieri. Roma il comune più popoloso. Nel 2011 boom di famiglie che vivono in baracche

ROMA – La fotografia dell’Istat sull’Italia racconta di un paese sempre più ‘straniero’ e ‘nordista’, in netta prevalenza femminile che vive in baracche. Niente male si direbbe. L’istantanea dell’Istituto nazionale di statistica emerge dai risultati provvisori del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni presentato oggi a Roma.

I primi numeri dicono che in Italia risiedono 59.464.644, delle quali 28.750.942 maschi e 30.713.702 femmine con una differenza di 1.962.760 individui, dunque la popolazione femminile supera quella maschile: in media ci sono 52 donne ogni 100 abitanti.

Nel Bel Paese, in 10 anni, è triplicata la popolazione straniera che abitualmente dimora qui da noi, passando da 1.334.889 persone censite nel 2001 (dato definitivo) a 3.769.518 nel 2011 (dato provvisorio). Un incremento proporzionale si rileva anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione che sale dal 2,34% al 6,34%. La situazione italiana, rileva l’Istat, si avvicina così sempre di più a quella dei paesi con una più lunga tradizione immigratoria.

Il forte aumento dei cittadini stranieri contribuisce in maniera determinante all’incremento della popolazione totale nel decennio tra gli ultimi due censimenti, confermando la tendenziale staticità demografica della popolazione di cittadinanza italiana.

Il Comune più popoloso d’Italia è Roma con 2.612.068 residenti ma il primato di quello meno popoloso con soli 30 abitanti va a Pedesina in provincia di Sondrio. Il Comune più densamente popolato è Portici in provincia di Napoli, dove la densità di popolazione per km quadrato è di 12.311,7; mentre il Comune che dal 2001 ha aumentato di più i suoi abitanti è Rognano in provincia di Pavia (+220,1%) al quale si contrappone Paludi in provincia di Cosenza che detiene il primato del più forte calo demografico nei dieci anni (-41,2%).

Roma risulta anche il Comune più esteso con i suoi 1.307,7 chilometri quadrati, mentre il più piccolo è Fiera di Primiero in provincia di Trento che ha appena 0,2 chilometri quadrati.

Dai primi dati risulta anche che nel 2011 c’è stato un aumento vertiginoso del numero delle famiglie che dichiarano di abitare in baracche, roulotte, tende o abitazioni simili: sono 71.101, a fronte delle 23.336 del 2001. Sono cresciuti anche il numero degli edifici arrivati a 14.176.371, l’11% in più rispetto al 2001 e le abitazioni 28.863.604, di cui 23.998.381 occupate da persone residenti. Sono 1.571.611 le abitazioni in più rispetto al censimento del 2001 con un incremento del 5,8%.

Dall’istantanea emerge anche che il 46% dei cittadini censiti vive al Nord Italia, il 19% al Centro e il 35% al Sud e nelle isole. Il 70% degli 8.092 comuni italiani ha una popolazione inferiore a 5.000 abitanti; in questi comuni dimora abitualmente il 17% della popolazione, mentre il 23% vive nei 45 comuni con più di 100 mila abitanti.

Dal confronto del dato preliminare del 2011 con quello definitivo del 2001 si registra una crescita della popolazione pari a 2.468.900 persone. Anche le famiglie residenti sono aumentate, da 21.810.676 a 24.512.012, ma sono più piccole, con un numero medio di componenti che passa da 2,6 nel 2001 a 2,4 nel 2011.

Dei 3.770.000 stranieri che dimorano nel Bel Paese, 2 su 3 risiedono nell’Italia settentrionale che si conferma area fortemente attrattiva, in particolare il Nord-Ovest dove oggi si concentra il 36% degli stranieri. Anche l’incidenza relativa della popolazione straniera su quella complessiva è molto più elevata nel Nord-Ovest (85,9 per mille abitanti) e nel Nord-Est (93 per mille abitanti) che nel Mezzogiorno (24,3 per mille abitanti) e nelle isole (21,2 per mille abitanti). Non di meno nel corso del decennio è cresciuto del 192% anche il numero degli stranieri abitanti nell’Italia meridionale.

Dal 31 marzo 2012 ammontano a quasi 1 milione e 370 mila gli individui non trovati al censimento ma iscritti in Anagrafe. La sovracopertura delle Anagrafi comunali, si legge nel rapporto, deriva sia dalla mancata revisione delle anagrafi stesse nelle passate occasioni censuarie, sia dal fatto che molti cittadini hanno cambiato la dimora abituale senza comunicarlo all’Anagrafe. Quest’ultimo caso, rileva l’Istat, è molto diffuso fra la popolazione non italiana: a livello nazionale il 40% degli stranieri risulta iscritto in Anagrafe e dichiarato irreperibile al censimento, raggiunge il 48% nelle Regioni del Centro e supera il 50% in quelle del Nord. Poco meno di 24 individui ogni 1.000 iscritti in Anagrafe all’8 ottobre 2011 sono risultati irreperibili al censimento. Più di un terzo degli irreperibili si concentra nei Comuni tra 5 mila e 20 mila abitanti. Infine, sono circa 590 mila le persone censite ma non iscritte in Anagrafe, pari a circa 10 individui ogni 1.000 censiti nel complesso, la sottocopertura delle anagrafi per ora risultante dal censimento appare più consistente nei Comuni tra 5 mila e 20 mila abitanti e in quelli di ampiezza media tra i 20 mila e i 50 mila abitanti che insieme fanno registrare quasi la metà del totale dei censiti non iscritti in Anagrafe.

L’Istat prevede che entro il 31 dicembre prossimo sarà pubblicata la popolazione legale di ciascun comune distinta per sesso, anno di nascita e cittadinanza italiana o straniera. Tutti gli altri dati tra marzo e maggio 2014.

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