Festival del Cinema, una continua bagarre tutta all’italiana

Festival_cinema_sliderBotta e risposta a distanza tra i soci. Si discute ancora sui compensi, sulle date, sui luoghi. E intanto il tempo passa

 

ROMA – La querelle sul Festival del Cinema, che riempie da mesi le pagine dei giornali, è l’esempio triste e desolante di come si affrontino le cose nel nostro Paese, quando a governare anche una kermesse culturale ci sia la politica e come questa la maggior parte delle volte faccia più male che bene.

Le liti messe in piazza dai principali protagonisti di questa manifestazione sono una pagina grigia su un tappeto rosso diventato scontro tra titani. L’ultimo spettacolo in ordine di tempo è andato in scena oggi dopo che ieri la presidente della Regione Lazio Renata Polverini (uno dei soci fondatori del Film Fest, ndr) aveva chiesto “al presidente della Fondazione cinema per Roma Paolo Ferrari e a Marco Müller di formalizzare il progetto relativo all’edizione 2012 del Festival del Cinema di Roma all’assemblea dei soci.

“Di fronte al continuo rincorrersi di voci e indiscrezioni – aveva voluto sottolineare la Polverini – circa la proposta progettuale della prossima edizione del Festival ho ritenuto opportuno sollecitare il presidente della Camera di Commercio Cremonesi a convocare quanto prima l’assemblea dei soci affinché sia messa a conoscenza della proposta progettuale del Festival nella sede più appropriata”.

Di tutt’altra opinione l’altro socio di minoranza. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, incalzato oggi dai giornalisti ha risposto per le rime alla governatrice: “Hanno voluto i soldi e li hanno ottenuti, ora facciano il Festival se ne sono capaci. Proprio rispettando l’autonomia del Cda, non credo si debba tornare a parlare del programma culturale in una sede politica come l’assemblea dei soci. Hanno voluto la bicicletta, pedalassero”.

Non contenti di questo siparietto, è arrivata a stretto giro la risposta. “Ho detto semplicemente – ha apostrofato la Polverini – che se il presidente, e quindi il Cda, e il direttore artistico hanno un programma da presentarci lo devono fare in una sede istituzionale che per quanto riguarda la Regione è l’assemblea dei soci”. Circa le parole del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, Polverini ha sottolineato che, “Zingaretti prima richiamava il coinvolgimento della Provincia come socio fondatore, e quindi componente dell’ assemblea dei soci, adesso non vuole più nemmeno partecipare all’ assemblea dei soci. Insomma, facesse un po’ pace con se stesso”.

A cercare di calmare gli animi ci ha pensato (o meglio ci ha provato) il terzo socio, Alemanno. “Nessun ripensamento – ha dichiarato – nessun passo indietro sul futuro del Festival del Cinema di Roma. Ho sentito oggi Marco Muller: mi ha confermato che i lavori per la programmazione della prossima edizione del Festival del film di Roma vanno avanti e che non ci sono ripensamenti”.

Andare avanti per il momento sembra più un auspicio che una realtà. Si sta infatti ancora discutendo sul compenso di Muller (voci dell’ultima ora danno per raggiunto l’accordo a 120mila euro lordi l’anno per tre anni anziché quattro, stessa cifra corrisposta al precedente direttore Piera Detassis), non c’è a tutt’oggi un direttore generale che prenda in mano le redini anche da un punto di vista finanziario e i debiti dei soci arriveranno (chissà quando!) a rate.

Sempre indiscrezioni raccontano di un’edizione 2012 così articolata: nella seconda metà di ottobre una settimana di cinema italiano ospitata all’Auditorium Parco della Musica; a novembre due/tre settimane, ospitate in una tecnostruttura davanti al Maxxi (l’Auditorium è impegnato dalla programmazione concertistica e musicale), dedicate nell’ordine alle sezioni Alice nella Città, Extra, per finire con il Concorso e le anteprime americane. Sparisce dunque l’idea iniziale di un prologo estivo a Massenzio, ma resta il problema di una sovrapposizione di date con il Festival di Torino, programmato dal 23 novembre al 1° dicembre.

Per adesso il Festival del Cinema rimane una chimera che speriamo prima o poi di veder realizzato e che sul palco cali finalmente il silenzio e si dia inizio allo spettacolo.

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