Giochi, nei primi tre mesi spesi 4,7 miliardi

giochiLe vincite sfiorano l’80% delle giocate. La spesa effettiva è di poco superiore al 20%, di cui il 9,5% va all’Erario

ROMA – Gli italiani hanno speso in giochi e scommesse 1,6 miliardi di euro nel mese di marzo. È quanto si legge in una nota dei Monopoli di Stato. La raccolta totale del settore dei giochi pubblici è stata di 7,7 miliardi, mentre le vincite sono state 6,1 miliardi.

Nel primo trimestre del 2012 la raccolta del comparto gioco pubblico, quindi, si assesta a 23,2 miliardi di euro, un dato in crescita del 29,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, ma la spesa effettiva è stata di appena 4,7 miliardi di euro, ovvero il 20,4% di quanto giocati. Oltre 18,4 miliardi infatti (pari al 79,5% delle giocate) sono tornati ai giocatori sotto forma di vincite. Dei 4,7 miliardi di spesa effettiva, invece, oltre 2,2 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato,  pari a un’aliquota media sulle giocate del 9,6%.

A trainare le entrate statali il settore degli apparecchi da intrattenimento, con un totale di poco sopra il miliardo di euro (859 milioni dalle new slot, 227 dalle videolotteries) seguito dal Lotto, che con 388 milioni rappresenta la seconda voce di bilancio, e dai Gratta e Vinci (340 milioni). Da Superenalotto e Win For Life, il flusso di cassa verso l’Erario è stato di 259,5 milioni di euro.

Anche nel mese di marzo 2012 il comparto giochi è stato trainato dal settore degli apparecchi da intrattenimento. New slot e Vlt hanno registrato una raccolta di 4,2 miliardi di euro (il 55% del totale) redistribuendo in vincite 3,4 miliardi. La spesa effettiva degli italiani in questo settore, dunque ammonta a 803 milioni di euro. Altissima la percentuale di vincita (al 97%) per poker cash e casinò online che costituiscono la seconda voce di raccolta con 1,12 miliardi ma che hanno fatto tornare ai giocatori circa 1,087 miliardi, per una spesa effettiva di 30 milioni di euro. Le vincite si assestano su percentuali simili anche per il poker a torneo (118 milioni investiti, 105 di pay out) che ha registrato una spesa pari a 13 milioni di euro a marzo.

l 2012 potrebbe essere un anno “storico” per il mercato del gioco in Italia. Nonostante l’aumento dell’offerta di gioco, per la prima volta per due mesi consecutivi (febbraio e marzo) la spesa reale per il gioco è in calo. La spesa reale si ottiene sottraendo dalla spesa complessiva la parte che torna ai giocatori sotto forma di vincite. “Si ripetono le dichiarazioni riguardo alla “crescita esponenziale” del gioco con vincita in denaro. Invece è chiaro che la spesa del gioco lecito è in calo – a parlare è Giovanni Carboni, dello studio Carboni & Partners, azienda specializzata nell’elaborazione dati sul mercato del gioco –  Siamo arrivati alla svolta epocale, che sorprenderà solo chi non sa leggere i dati. La spesa del gioco legale è stata l’anno scorso 18,4 miliardi di euro. Ma ora la spesa è addirittura in calo. Lo è stata per due mesi consecutivi: febbraio e marzo. E ciò nonostante l’effetto dell’assorbimento del gioco illegale. Confrontando i dati ufficiali con quelli del 2011 la spesa del gioco legale degli italiani aumenta nel trimestre del 1,5%, ma solo per il traino di gennaio quando c’era stato un aumento del 10,7%, perché  a febbraio c’è stato un calo del 2,6% ed a marzo un calo del 3,1%.

La spesa sugli apparecchi da intrattenimento (le cosiddette newslot che si trovano in molti esercizi commerciali e le videolotteries) aumenta del 12% sul trimestre per l’effetto dell’incremento del numero delle VLT, ma l’aumento è solo del 6,6% a marzo. Anche gli apparecchi, che costituiscono il 50% della spesa del gioco sono in frenata, crescono ma sempre meno. Poker e casinò online aumentano del 50% rispetto all’anno scorso, quando c’era solo il poker a torneo, ma rappresentano solo il 3% (tre percento) del totale della spesa del gioco lecito. La spesa totale di tutti gli altri giochi leciti complessivamente cala del 9,5% nel trimestre rispetto al 2011.

Cosa succederà a livello dell’intero anno? Nonostante l’effetto traino di Videolotteries e giochi online ed il connesso riassorbimento del gioco illegale – conclude Carboni – la spesa del gioco legale potrebbe risultare inferiore a quella del 2011, e comunque ben al di sotto di 20 miliardi, sotto il 2% della spesa per consumi finali delle famiglie, molto al di sotto di alcolici e tabacchi”.

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