Cra, Ambrosio nuovo direttore generale

agricolturaEx capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan prende il posto di Lo Piparo uscito di scena a novembre scorso

ROMA – Giuseppe Ambrosio è il nuovo direttore generale del Cra, il Consiglio di ricerca in Agricoltura. Già direttore generale e capo dipartimento del ministero dell’Agricoltura, Ambrosio prima di salire al 5° piano dell’ente di ricerca di via Nazionale, è stato capo della segreteria di Franco Braga, sottosegretario al Mipaaf, dopo aver ricoperto l’incarico di capo di Gabinetto dei ministri Luca Zaia (Lega Nord) e Giancarlo Galan (Pdl).

Proprio la nomina di un direttore generale è stata al Cra oggetto del contendere tra ministri e capi di Gabinetto. A novembre 2011, come raccontato da Romacapitale.net, l’allora commissario Domenico Sudano diede il ‘ben servito’ a Lo Piparo con cui non si era mai creato un feeling particolare. A fine dicembre nominò nuovo dg Carlo Simeone che aveva ricoperto diversi incarichi nel settore dell’agricoltura. Nomina che dura lo spazio di un mattino visto che il nuovo commissario Giuseppe Alonzo, nominato dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania e subentrato allo stesso Sudano, come primo atto annulla la nomina di Simeone (18 gennaio) e ne affida l’incarico ad interim alla dirigente generale Ida Marandola, dirigente degli Affari Giuridici.

Un licenziamento bello e buono, che la dice lunga, sottolineava Il Foglietto della Ricerca, sull’aria che si respira nell’ente di ricerca di via Nazionale. Una lotta di potere senza esclusione di colpi, che ha radici lontane. Basti pensare che dal 2000 a oggi alla guida del Cra si sono succeduti tre presidenti (Zoppi, D’Ascenzo e Coviello), un imprecisato numero di commissari e sub commissari e numerosi direttori generali.

Eppure l’ente, tra i più grandi in Italia per quanto riguarda la ricerca in un settore strategico per il Paese, conta 1800 dipendenti, oltre 350 ricercatori, 60 tecnologi e 47 centri dislocati su tutto il territorio nazionale, oltre a 5.300 ettari di terra a disposizione per la messa a coltura. Enormi potenzialità di cui il ministero vigilante (il Mipaaf) dovrebbe sfruttare al meglio.

Potrebbero interessarti anche