Acea va avanti nonostante le polemiche

Cremonesi_sliderInfuriano le polemiche sulla vendita del 21% del Comune. Opposizioni, sindacati e piccoli azionisti scatenati

 

ROMA – Mentre infuria in Consiglio comunale la battaglia per la vendita del 21% dell’Acea di proprietà del Comune, stamattina l’assemblea di Acea ha approvato il bilancio 2011. Alla riunione era presente l’83,8% del capitale, di cui il 79,8 rappresentato dai tre azionisti con quote superiori al 2%, cioè Roma Capitale con il 51%, Caltagirone con il 16,29% e i francesi di Gdf Suez con il 12,5%.

Negli interventi degli amministratori che hanno aperto i lavori, le prospettive per l’azienda municipale multi servizi le prospettive di medio periodo, nonostante la crisi economica generale, si presentano sotto auspici positivi. “Acea ha fondamentali ottimi e prospettive altissime – ha detto l’amministratore delegato Marco Staderini – la situazione del debito è tranquillizzante e le prospettive del gruppo sono molto brillanti per lo sviluppo delle iniziative”.

Anche il presidente della società, Giancarlo Cremonesi, nella lettera agli azionisti ha precisato che “gli investimenti nel corso del 2011 si sono mantenuti su livelli molto importanti. Infatti Acea ne ha effettuati oltre 413 milioni di euro, al fine di mantenere strategicamente la competitività nel mercato e la qualità del servizio”. Anche in futuro – ha proseguito Cremonesi – gli investimenti continueranno con lo stesso ritmo come previsto nel nuovo business plan 2012-2016 che si presenta ben equilibrato tra gestione, efficienza e sviluppo, identificando Acea come una società vitale che guarda con ragionevole ottimismo al futuro con l’ obiettivo di consolidare le gestioni in essere e di cogliere le occasioni per mettere a frutto le opportunità che si presenteranno sul mercato”.

D’altronde i numeri sembrano confermare l’ottimismo. Il fatturato consolidato del gruppo l’anno scorso ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro con un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente, l’ebitda è a 656 milioni (608 milioni nel 2010), mentre l’utile netto di 86 milioni di euro è diminuito leggermente rispetto ai 92 dell’anno precedente, al netto però di accantonamenti per 44 milioni di euro già effettuati nella semestrale 2011 (il dividendo è pari a 0,28 euro ad azione).

“I risultati 2011 confermano la solidità economico-finanziaria del Gruppo – ha sottolineato Cremonesi – l’efficacia del portafoglio di attività basato essenzialmente su un bilanciato mix di attività regolate e la validità delle scelte di investimento effettuate. Siamo riusciti a creare valore per i nostri Azionisti nonostante un contesto globale piuttosto critico. Nel prossimo esercizio ci impegneremo per realizzare quanto indicato nel Piano Industriale, con particolare attenzione al consistente programma di investimenti da oltre 2 miliardi di Euro che abbiamo già messo in cantiere”.

A piazzale Ostiense giungono ovviamente gli echi delle polemiche che infuriano da mesi sul suo destino proprietario. Le forze politiche di opposizione sono scatenate. “Dal ridicolo spot elettorale di Alemanno a commento dei nostri manifesti – dice il capogruppo Pd di Roma Capitale Umberto Marroni – l’unica certezza è che non si è capito a chi il Sindaco di Roma vuole svendere l’Acea. Il primo cittadino in soli sei minuti ha fatto una grande confusione tra soggetti pubblici, privati, lavoratori e pubblic company. A questo punto ci chiediamo a chi la vuole svendere? Inoltre non si capisce come voglia procedere all’allocazione delle quote se in borsa, attraverso il controllo della Consob, o attraverso oscure trattative private da intraprendere con soggetti più o meno interessati”.

Anche il sindacato per bocca di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio accusa Alemanno di messaggi ingannevoli “quando afferma che con la privatizzazione di Acea miglioreranno i servizi per i cittadini. L’ unico modo per garantire la qualità e l’ efficienza del servizio – continua – è mantenere l’azienda in salde mani pubbliche. Non ci stancheremo mai di ripeterlo e lo ribadiremo nel corso della manifestazione di domani”.

E gli azionisti privati che dicono? Caltagirone ha già minacciato azioni di risarcimento se dalla condotta del Comune deriveranno danni all’azienda. I francesi di Gaz de France Suez sottolineano che “Acea non deve in alcun modo subire nessuna conseguenza negativa. E’ opportuno che il Comune prenda subito una decisione per non lasciare Acea nell’ incertezza che potrebbe influenzare il titolo con un danno per tutti gli azionisti di minoranza compresi i piccoli”. I quali piccoli, presenti in assemblea, sottolineano che “la legge non stabilisce che il Comune di Roma debba vendere ora tutto il 21%. E’ opportuno fare chiarezza e non prendere in giro i piccoli azionisti”.

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