Astrea, il caso dei calciatori assunti al ministero

Astrea_calcioIl Dap replica alle indiscrezioni della stampa. Ma il caso dei requisiti lascia un punto interrogativo

ROMA – Fece scalpore il servizio de Le Iene su i giocatori della Astrea, la squadra di calcio del ministero della Giustizia, assunti a tempo indeterminato come agenti penitenziari.

La società calcistica appartenente alla Polizia Penitenziaria e con sede a Roma, approdata in passato anche in Serie C2, milita ora nel girone G di Serie D, quinta divisione del Campionato italiano. Non è seguitissima dal pubblico e non ha sponsor, ma si mantiene grazie ai soldi del ministero di Grazia e Giustizia.

La notizia fu ripresa dalla stampa perché nel 2010 e nel 2011 attraverso due concorsi, i giocatori sono stati assunti dal Ministero diventando dipendenti della polizia penitenziaria con contratto a tempo indeterminato e con un guadagnano che va dai 1.300 ai 1.800/1.900 euro al mese più indennità di trasferta.

Il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) si affrettò a replicare. “I calciatori sono stati reclutati con regolari concorsi pubblici; c’è stato un giro di vite sulle spese di gestione relative all’anno in corso e, per il futuro, è previsto il ricorso a sponsor”.

Su richiesta inoltre del ministro della Giustizia, Paola Severino, il capo del Dap ha disposto approfondimenti sul caso. Premettendo che così come altre forze armate e di polizia, anche la Polizia Penitenziaria è dotata di una squadra sportiva e che le procedure di selezione del personale sportivo sono disciplinate dalla legge, il dipartimento precisa che per la Astrea Calcio il reclutamento del personale (12 unità) è avvenuto attraverso due regolari concorsi pubblici (uno nel settembre 2010 e l’altro nel novembre 2011).

In ogni caso, sempre su richiesta del ministro, è stata avviata una verifica dei costi dalla quale è emerso che le spese di gestione relative all’anno in corso sono già state dimezzate rispetto al precedente. Infine il Dap si impegna a proseguire nella politica del contenimento dei costi, con l’obiettivo del loro totale abbattimento anche attraverso il ricorso a sponsorizzazioni.

Nonostante però le puntualizzazioni del ministero, ciò che lascia interdetti è che secondo notizie riportate, nei requisiti concorsuali la militanza in serie C valeva 8 punti mentre possedere una laurea valeva solo mezzo punto.

Alcuni deputati del Pdl chiedono al ministro della Giustizia se intenda risolvere il contratto con i giocatori dell’Astrea, essendo a loro avviso inopportuno mantenere dipendenti con la sola mansione di «giocare a calcio».

Potrebbero interessarti anche