L’economia romana in uno scatto della Camera di commercio

impresa-edileIn un contesto nazionale difficile, le imprese romane hanno tenuto. In testa commercio e costruzioni

 

ROMA – In occasione della decima giornata dell’Economia, la Camera di Commercio di Roma ha “scattato” una fotografia aggiornata dell’economia romana che, pur tra luci e zone d’ombra, ha mostrato comunque un andamento migliore rispetto al resto del Paese.

In un contesto nazionale molto difficile non possono non destare preoccupazione l’alto tasso della disoccupazione giovanile, il calo del Pil e l’impennata della cassa integrazione. Ciò nonostante, il tessuto imprenditoriale romano, anche in un anno molto difficile come è stato il 2011 caratterizzato dalla crisi dei debiti sovrani, ha mostrato importanti segnali di tenuta. Le imprese registrate si attestano a 450.463 unità, con un saldo provinciale positivo pari a +10.273 unità con un tasso di crescita del 2,3%, il più alto tra tutte le province italiane.

Anche nel 2011 sono state le società di capitale della provincia di Roma a sostenere lo sviluppo della base produttiva con un tasso di variazione della consistenza del +3,7%, pari a +6.918 unità. La composizione della struttura produttiva provinciale replica ormai da diversi anni un’articolazione che vede le imprese concentrarsi nei settori del commercio (27,3%), delle costruzioni (14,5%) e delle attività di alloggio e ristorazione (6,9%).

Il risultato peggiore, invece, va sicuramente imputato al settore agricolo: -2,8% (-407 unità), in linea con quanto registrato anche a livello nazionale. In sofferenza risultano anche le attività manifatturiere (-1,5%, pari a -408 unità) e le attività finanziarie e assicurative (-1,1%, pari a -130 unità).

Al 31 dicembre 2011 risultavano registrate presso la Cciaa di Roma 98.208 imprese femminili pari al 6,8% della base produttiva “rosa” nazionale, per un tasso di femminilizzazione, del sistema produttivo provinciale pari al 21,8% stabile rispetto all’anno precedente (Italia: 23,5%).

E veniamo alle note dolenti dell’occupazione. Nel 2011 il numero di occupati in provincia di Roma è stato pari a 1,7 milioni (1.032 in meno rispetto al 2010). Il tasso di occupazione è sceso al 61% (era 61,3% nel 2010). Il numero delle persone in cerca di occupazione è stato di 159mila, 11mila in meno rispetto al 2010. Il tasso di disoccupazione, nel 2011, si è attestato all’8,5% (era 9,1% nel 2010). Preoccupa la forte crescita della disoccupazione giovanile (15-24 anni) che ha raggiunto nel 2011 il record assoluto: 36,1% (era 30,5% nel 2010).

Continua a crescere il ricorso alla Cassa integrazione guadagni che nel 2011 a Roma ha superato le 45 milioni di ore autorizzate. L’incremento, rispetto al 2010, è del 38,5% a fronte di una diminuzione del 18,8% registrato in Italia.

Nel delicato settore del credito, a fine 2011, a Roma e provincia, gli impieghi complessivamente erogati alla clientela ordinaria dagli istituti di credito sono stati oltre 353 miliardi di euro. Nel secondo semestre 2011 si registra una contrazione dell’1,3%, nettamente più accentuata rispetto al dato nazionale (-0,3%). Considerando solo il dato dei prestiti alle imprese, la contrazione arriva all’1,5%. Le sofferenze bancarie in provincia di Roma, pari a circa 12 miliardi di euro – in aumento del 4,8% nel semestre considerato (Italia: +9,4%) – pesano per il 3,3% (Italia: 5,4%) sul totale degli impieghi: un incremento di due decimi di punto percentuale dell’indice di rischiosità del credito rispetto a quanto registrato sei mesi prima.

Nella provincia di Roma l’anno scorso il turismo ha mostrato una forte dinamicità, con un incremento della domanda sostenuto dalla componente straniera della clientela. Secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il numero dei viaggiatori stranieri a destinazione Roma è stato pari a oltre 10 milioni di unità – nuovo massimo storico – in crescita tendenziale del 7,5%, variazione superiore di 6 decimi di punto percentuale rispetto a quella registrata a fine 2010 (+6,9%). La spesa dei turisti stranieri a Roma è stata complessivamente di 5,2 miliardi di euro, in aumento del 4,2% su base annua.

Il maggiore sostegno all’economia l’hanno dato le esportazioni dalla provincia di Roma attestatesi a oltre 9 miliardi di euro. Rispetto al 2010, la variazione tendenziale è pari al +14,4%, superiore di tre punti percentuali all’incremento registrato a livello nazionale (+11,4%). L’economia romana, nonostante i buoni risultati dell’export, risulta ancora poco “aperta” verso i mercati esteri. La quota delle esportazioni romane sul totale nazionale, infatti, anche se il leggero aumento, si attesta solo al 2,4%.

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