Nasce Res4Med, l’hub delle rinnovabili

Pannelli_fotovoltaici_sliderL’associazione dialogherà con gli organi politici e le istituzioni per fungere da network con le iniziative internazionali in atto

ROMA – Promuovere le energie rinnovabili nel Mediterraneo e le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto. Questo lo scopo della nuova associazione no profit Res4Med, Renewable energy solutions for the Mediterranean, nata da un’iniziativa comune tra Enel Green Power, Edison, Cesi, Gse, Pwc e il Politecnico di Milano, con il patrocinio dei ministeri dello Sviluppo, Ambiente, Esteri e Ricerca, e della Camera di Commercio di Milano, alla quale hanno recentemente aderito Asja Ambiente Italia, Fondazione Bordoni e Terna Plus. Sono inoltre associate Ricerca di sistema-Rse, Aper e Althesys.

Durante la presentazione dell’iniziativa sono emersi diversi spunti di interesse, a cominciare dal fatto, sottolineato dal capo dipartimento Energia del Mse, Leonardo Senni, che l’energia in buona parte del versante sud del bacino del Mediterraneo, è prodotta con olio combustibile o greggio, prodotti a basso costo e di cui c’è ampia disponibilità in loco. Ragione per cui la grid parity è più lontana nel tempo rispetto ai Paesi europei, caratterizzati da costi dell’energia tradizionale più alti.

Ma il progetto Res4Med incrocia anche un altro dei temi caldi del dibattito energetico, in particolare per quanto riguarda l’Italia. La prospettiva di un’integrazione energetica delle due sponde del Mediterraneo, ha sottolineato Matteo Codazzi, amministratore delegato del Cesi, apre possibili sbocchi per il parco di generazione a gas del nostro Paese. L’integrazione, cioè, non sarebbe solo in direzione Sud-Nord, e riporta in primo piano l’idea dell’Italia come hub elettrico, stavolta in direzione sud.

La regione del Mediterraneo si trova oggi di fronte a una serie di sfide per garantire, nel lungo periodo, lo sviluppo e la stabilità economica dell’intera area: la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la crescita della domanda di energia, l’ottimizzazione dei rapporti commerciali tra paesi produttori e paesi consumatori e la garanzia di un futuro energetico sostenibile per l’intera regione.

Per tradurre questi concetti in numeri, Paolo Andrea Colombo, presidente Enel ha sottolineato che “la domanda di energia complessiva del bacino del Mediterraneo è destinata a crescere di circa l’1,5% all’anno in media entro il 2030″. In particolare la domanda di elettricità a sud del Mediterraneo aumenterà ad un tasso di crescita medio di circa il 5% all’anno e si prevede un aumento di 370 GW della capacità installata”. Una consistente fetta di questa energia potrebbe essere prodotta con fonti rinnovabili, sia per soddisfare buona parte della nuova domanda energetica dei paesi della sponda sud, sia per esportarne una parte in Europa.

In base a stime preliminari contenute nel Mediterranean Energy Perspectives 2011 dell’Ome gli investimenti entro il 2030 per le sole centrali solari ed eoliche saranno dell’ordine dei 120-160 miliardi di euro, lo stesso ordine di grandezza di quelli per le centrali tradizionali: una prospettiva di investimento per tutto il settore delle energie rinnovabili. In questo quadro, Res4Med mira a contribuire a creare le necessarie condizioni normative, infrastrutturali e finanziarie per la diffusione su larga scala di impianti e di sistemi di energia rinnovabile e per l’integrazione del mercato dell’energia elettrica nell’area del Mediterraneo.

“In questo quadro – ha spiegato Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power e presidente di Res4Med – l’associazione mira a contribuire alla creazione delle necessarie condizioni normative, infrastrutturali e finanziarie per la diffusione su larga scala di impianti e sistemi di energia rinnovabili e per l’integrazione del mercato dell’energia elettrica nell’area del Mediterraneo. Res4Med – ha proseguito – si propone di coinvolgere in modo sistematico e valorizzare le molte competenze tecniche, economiche, di ricerca, operanti nel mondo con le analoghe competenze già all’opera in molti paesi del bacino Mediterraneo”.

L’iniziativa, ha commentato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, “mette in evidenzia quello che dovrebbe essere naturale. L’Italia è il paese che ha le maggiori possibilità di costruire e rappresentare una piattaforma di riferimento per il supporto alla creazione dei paesi del nord Africa e nell’area balcanica della rete dell’offerta di energia che utilizza le migliori tecnologie, le più efficienti e possibilmente italiane”. Per il ministro, dunque, si tratta “di una grande opportunità perché è un mercato, quello della sponda sud del Mediterraneo e dei balcani, che cresce. Ed è anche uno snodo di relazioni tra Europa e est Europa e tra Europa e Africa. Finalmente questa piattaforma consolida l’offerta italiana”.

La neonata associazione ha come missione quella di dialogare con gli organi politici e le istituzioni per fungere da network con le iniziative internazionali in atto, sia istituzionali come Med Solar Plan e Medreg, sia industriali come Desertec Dii, MedGrid, Ome, Med-Tso e i Piani nazionali solari, oltre che di aiutare i principali player energetici a proporre piani di intervento condivisi per l’area del Mediterraneo, dal Nord Africa ai Balcani.

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