Pubblico impiego, ecco come cambierà

concorso-pubblico-SLIDERAccordo tra Sindacati Governo e Regioni. Nuove regole per flessibilità valutazione e premialità

 

ROMA – “La pubblica amministrazione è stata oggetto negli ultimi anni di una serie di interventi che hanno comportato una drastica riduzione della spesa e una profonda riorganizzazione. La logica dei tagli lineari ha effettivamente ridotto la spesa pubblica, ma non ha favorito il diffondersi della cultura dell’ottimale organizzazione delle risorse, secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità”.

Inizia così il testo dell’accordo siglato ieri sera alla Funzione pubblica tra Governo, Regioni, Enti locali e Sindacati su come procedere alla riforma del lavoro pubblico che seguirà a quella già avviata del lavoro privato. “La situazione di crisi impone però – prosegue il documento – che siano create condizioni di misurabilità, verificabilità e incentivazione della qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche in modo da valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici ed avere parametri significativi per le politiche premiali nei loro confronti”.

Molti gli aspetti trattati in questo che potremmo definire come una sorta di vademecum per il legislatore, a cui spetterà il compito di tradurre quanto concordato ieri in nuove regole e nuove norme per il pubblico impiego, sanità compresa.

In particolare l’accordo contempla cinque punti:
– Un nuovo modello di relazioni sindacali, compreso il confronto sulla spending review;
– La razionalizzazione e la semplificazione dei sistemi di misurazione, valutazione e premialità, nonché del ciclo delle performance;
– Nuove regole riguardanti il mercato del lavoro nel pubblico impiego;
– I sistemi di formazione del personale;
– La dirigenza pubblica, rafforzandone ruolo, funzioni e responsabilità al fine di garantire una maggiore autonomia rispetto all’autorità politica.

Il protocollo sarà formalmente siglato, nel testo concordato ieri, venerdì 11 maggio dopo la formale approvazione giovedì 10 maggio della Conferenza Stato-Regioni.

“L’intesa definita – dichiarano i segretari generali delle federazioni Cisl, Giovanni Faverin e Francesco Scrima – rappresenta un passo importante perché stabilisce che la riorganizzazione del pubblico impiego si fa insieme ai lavoratori pubblici, con più contrattazione, più partecipazione e più trasparenza. E’ un accordo di alto profilo – sottolineano i due leader – che rimette i lavoratori al centro delle relazioni sindacali nel pubblico impiego”.

“Sono soddisfatto – ha detto il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi – per l’ipotesi di accordo sulla riforma del mercato del lavoro pubblico. L’intesa sarà una buona base in vista della delega legislativa che a breve presenterò al consiglio dei ministri”.

L’accordo riguarda alcuni aspetti importanti come le relazioni sindacali, la dirigenza, le nuove regole del mercato del lavoro pubblico e prevede l’introduzione di un esame congiunto con le organizzazioni sindacali per alcune materie da individuare. Per quanto riguarda il mercato del lavoro pubblico l’ipotesi ribadisce la centralità del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con una conseguente restrizione sui contratti flessibili, ferma restando la possibilità di deroghe per particolari settori (sanità, ricerca, istruzione).

Sul tema dei licenziamenti disciplinari l’accordo prevede un riordino normativo degli stessi, ferma restando la competenza dei contratti collettivi nazionali (come avviene nel privato). Sui meccanismi di valutazione e sulla premialità l’intesa prevede una razionalizzazione del sistema, mediante una minore rigidità, ma lasciando inalterato il sistema di garanzia che eviti la distribuzione a pioggia delle risorse destinate agli incentivi. Vi è infine una previsione di intervento sulla dirigenza, cui verrebbe garantita una maggiore autonomia rispetto all’organo di indirizzo politico. L’ipotesi, dopo le varie formalità, sarà firmata definitivamente entro la settimana prossima e, successivamente, le materie oggetto dell’accordo saranno inserite in una delega legislativa.

 

L’ACCORDO:  Riforma_pubblico_impiego.pdf

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