Baldi lascia il Maxxi e arriva Pasqua Recchia

Maxxi_sliderPio Baldi rimette il mandato. Fondi pubblici e privati all’origine dalla crisi. Nominato un commissario

 

ROMA – Neanche una settimana fa, durante la presentazione della Biennale di Architettura presso l’università di Roma, l’ormai ex presidente della Fondazione Maxxi affermava che “le battaglie si possono pure perdere, ma intanto si debbono combattere“. Ma alla fine Pio Baldi ha alzato bandiera bianca e ha rimesso il mandato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Con un comunicato di poche righe l’alto diirigente interrompe così il necessario rapporto di fiducia tra il Mibac, socio fondatore promotore, e la Fondazione. “Auguro al Maxxi e a chi lo guiderà- dice Pio Baldi nella nota – il più vivo successo e soprattutto lo auguro a tutti i dirigenti e collaboratori che con me in questi anni hanno lavorato con passione e spirito di sacrificio per realizzare e fare esistere questa bella avventura italiana proiettata verso il futuro”.

Baldi non è l’unico a lasciare. Sempre questa mattina si sono dimessi anche il vicepresidente Roberto Grossi e il consigliere di amministrazione Stefano Zecchi. “Auspico – ha dichiarato Grossi – che a conclusione di questa vicenda – dichiara Grossi – si creino le condizioni per un decisivo rilancio del museo MAXXI che potrà senz’altro contribuire allo sviluppo della cultura contemporanea nel nostro Paese”.

Il gesto dell’ex presidente, sentito come un sacrificio personale, è stato la naturale conseguenza dell’avvio del commissariamento del museo di arte contemporanea annunciato senza preavviso dal ministero neanche un mese fa per la mancanza del bilancio preventivo del 2012.

In realtà la messa in stato d’accusa da parte del Mibac nei confronti del Museo di via Guida Reni suonava, era evidente a tutti, come un attacco diretto al presidente ed alla sua gestione prendendo come spunto la presunta inefficacia nel trovare partner privati per l’istituzione. Questo nonostante il Maxxi abbia raggiunto nel corso dei due anni una capacità di autofinanziamento di 5,5 milioni di euro (il 50% del proprio budget annuale) che può essere obiettivamente considerato un traguardo di eccellenza nel panorama delle istituzioni culturali, non solo italiane.

Di sicuro, nonostante gli ottimi risultati, la Fondazione non ce la faceva più a “campare”. I fondi che fino a ieri venivano erogati dal Ministero tramite Arcus sono andati via via diminuendo per arrivare ai 2 milioni annui che costituiscono il minimo previsto. “I conti sono in ordine – aveva dichiarato il presidente Baldi – i bilanci 2010 e 2011 si sono chiusi in pareggio, nonostante l’anno scorso il sostegno pubblico avesse subito un taglio di oltre il 43%, scendendo al di sotto dei 4 milioni di euro, su un budget complessivo di circa 10 milioni”.

Alla scomparsa di Arcus si erano aggiungono i ritardi della Regione Lazio che sarebbe dovuta già entrare tra i soci della Fondazione, portando in dote 1,7 milioni in tre anni, e che invece ancora non ha dato notizie di sé.

La sensazione ora è che i soldi, magari, arriveranno quando a controllarli ci sarà qualcuno di molto più accondiscendente di Baldi. L’impressione è infatti che una gestione poco incline a sprechi e clientele non fosse molto gradita ai piani alti del Collegio Romano. Quello che però adesso il Museo rischia davvero è la sua programmazione culturale ed espositiva, oltre, ahinoi, all’immagine internazionale che in poco tempo si era costruita.

Le dimissioni non appaiono irrevocabili, dunque il Ministero potrebbe agire di conseguenza, anche se appare improbabile. Già si fanno infatti i nomi dei probabili commissari, provenienti proprio dalle stanze del Ministero. La più accreditata, dopo l’uscita di scena di Mario Resca chiamato a guidare la società di Caltagirone, Acqua Marcia, sembra essere l’attuale segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia, che secondo la Uil Beni culturali “ha indubbie qualità e capacità per poter capire e fornire al Ministro Ornaghi il quadro reale della situazione del Maxxi”. Quelle stesse capacità che molti riconoscevano all’ex presidente Baldi.

In coda alle dimissioni del presidente, si registra la contraddittoria dichiarazione della presidente della regione Lazio Renata Polverini con cui da un lato conferma implicitamente di non aver ancora versato la quota di socio della Fondazione e dall’altro assicura che “la regione se viene tutto confermato ha intenzione di rimanere nella Fondazione e contribuire allo sviluppo di questo straordinario museo”.

 

ULTIM’ORA 

16:10 | Antonia Pasqua Recchia commissario straordinario MAXXI

Non hanno aspettato tanto tempo per sostituire Baldi alla presidenza del Maxxi. Dopo poche ore dall’annuncio delle dimissioni di stamattina, l’architetto Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero dei Beni culturali, è stata nominata commissario straordinario della Fondazione MAXXI di Roma. Lo ha reso noto il Ministero, spiegando che questa mattina il presidente Pio Baldi e i consiglieri di amministrazione, Roberto Grossi e Stefano Zecchi, hanno presentato al ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi le loro dimissioni dal Cda della Fondazione.

“Nel prenderne atto – dice il Mibac – il ministro ha ringraziato l’intero Cda per la correttezza e la sensibilità istituzionale dimostrate. Ha quindi provveduto alla nomina di Antonia Pasqua Recchia per garantire al MAXXI il prosieguo della sua regolare attività”.

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