Al Cira poca trasparenza e gestione clientelare

ciraAl centro italiano ricerche aerospaziali aumentano i benefit ai dirigenti ma gli impianti si fermano

 

ROMA – La gestione del Cira, Centro italiano ricerche aerospaziali, di Capua (Caserta) è meno idilliaca di quella che appare dai comunicati stampa e dai bilanci. All’interno del centro infatti si farebbero assunzioni di tipo clientelare, con candidature sponsorizzate da politici e amministratori, favorendo amici e parenti, quando invece si potrebbero sfruttare le competenti risorse interne.

Non solo. Secondo il senatore dell’Idv, Elio Lannutti, la gestione degli appalti avverrebbe in deroga a tutti i principi di trasparenza tanto da aver provocato annullamenti di gare da parte del Tar. Inoltre la gestione successiva agli affidamenti delle commesse verrebbe fatta in difformità alla norma in quanto le proposte migliorative non vengono mai realizzate, ma sarebbero solo un modo per attribuire con discrezionalità punteggi e favorire determinate società opportunamente segnalate.

Sempre in termini di appalti, risulta inoltre che non venga applicata la vigente normativa antimafia in tema di appalti e subappalti e che verrebbero richiesti requisiti illegittimi nei bandi di gara al fine di limitare consistentemente il numero dei partecipanti e favorire i ”soliti noti”, come per la gara di «supporti ai sistemi informatici» per cui sarebbe stato chiesto il possesso dell’autorizzazione preventiva, quando detto requisito non può essere assolutamente richiesto non gestendo il Cira gare con documentazione classificata come «riservata» presso l’Agenzia nazionale di sicurezza. Anche le consulenze esterne (relazioni esterne, supporto alla direzione generale ed alla Presidenza) sarebbero assegnate sempre agli stessi professionisti romani e quelle per l’ufficio legale seguendo logiche parentali.

Molti dei migliori ricercatori hanno lasciato il Cira ed al loro posto sarebbero stati assunti neolaureati senza adeguata preparazione, ponendo la ricerca, cuore pulsante del centro, in secondo piano rispetto ad altri interessi. Il Centro avrebbe inoltre concesso numerosi aumenti di stipendio per cifre consistenti e rinnovato i benefit dei dirigenti, nonostante versi in uno stato di crisi ed il management assisterebbe inerte all’abbandono di alcuni impianti ed al fermo di altri per l’inefficacia della gestione.

Considerato quindi che il Cira, società consortile per azioni a maggioranza pubblica (lo Stato, attraverso l’Agenzia spaziale italiana ed il Consiglio nazionale delle ricerche, detiene dal 1998 la maggioranza del capitale sociale, al quale partecipano anche la Regione Campania e le principali aziende aerospaziali italiane), il senatore Lannutti ha chiesto di sapere se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto e quali siano le valutazioni a riguardo.

Se risulti dunque vero che i vertici del Cira abbiano assunto personale per chiamata diretta, secondo logiche clientelari, senza preventiva selezione fra più candidati e quali siano le ragioni delle numerose consulenze esterne (ennesimo sperpero di denaro pubblico) e se i compiti, cui sono chiamati i consulenti esterni, non possano essere svolti da personale interno al centro.

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