Gioco, 15 milioni di giocatori di cui 3 a rischio

giochi_onlineCresce il gioco d’azzardo. Predisposto schema di decreto ad hoc, divieto a minori e paletti per pubblicità

 

ROMA – Sono “circa 15 milioni i giocatori d’azzardo in Italia”, un esercito tra i 15 e 64 anni. “L’80% dei giocatori ha un profilo non a rischio, ma il 20% circa, pari a 3 milioni di persone, potrebbe invece esserlo, in misura differente”. Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, durante l’audizione in XII Commissione Affari sociali della Camera, oggi a Roma.

L’attitudine al gioco d’azzardo nel Belpaese “non risparmia i ragazzi. In generale in tutta Italia – ha aggiunto Balduzzi, citando i dati di uno studio ad hoc – il fenomeno interessa circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti, ovvero il 47,1% dei giovani delle scuole medie superiori”. La dipendenza dal gioco d’azzardo ha segnato negli anni recenti una “crescente diffusione”, ha spiegato il ministro. “Per quanto attiene le iniziative per contrastare il fenomeno, si ritengono necessarie misure restrittive per vietare l’accesso ai minori ai giochi d’azzardo con vincita in denaro, nonché una ferrea regolamentazione della pubblicità mediatica, in tv, radio, Internet”.

Il ministero, d’intesa con Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) e con la collaborazione del Dipartimento politiche antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, “ha predisposto uno schema di decreto interdirigenziale, già all’esame della Conferenza unificata”, ricorda Balduzzi.

Il testo contiene le linee d’azione per la prevenzione. In particolare, “la realizzazione di campagne informative ed educative, campagne di comunicazione mediatiche a livello nazionale, interventi di tipo educativo in collaborazione con il Miur e le regioni e Province autonome, presso gli istituti scolastici”. Lo schema di decreto prevede anche le linee d’azione per il recupero. “In particolare è stato previsto che le Regioni e le Province autonome, nell’ambito delle proprie competenze, organizzano Servizi territoriali per la prevenzione, cura e recupero delle persone con disturbi da gioco d’azzardo patologico (Gap)”. 

Per rendere uniformi sull’intero territorio nazionale queste attività, Amms, ministero e Dpa, insieme a Regioni, Province autonome ed Enti locali, dopo l’adozione del decreto devono definire “le linee di indirizzo tecnico-scientifiche in materia di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da gambling patologico”, da diffondere sul territorio. Inoltre gli enti e le istituzioni coinvolte promuovono e mantengono un flusso di dati aggregati periodico, per il “rilevamento epidemiologico del fenomeno del gambling patologico”. Un modo per fotografare entità e diffusione della ‘febbre da gioco’.

Da ultimo, “tra le iniziative avviate dal Governo, nel disegno di legge recante Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale tra le altre materie trattate è prevista anche la delega per la revisione delle disposizioni in materia di giochi pubblici”, sottolinea Balduzzi.

Tra i criteri che dovranno essere osservati nell’esercizio della delega “è prevista – conclude il ministro – l’introduzione di specifiche disposizioni volte a prevenire ovvero a recuperare i fenomeni di ludopatia, a contrastare forme di pubblicità non conformi alle disposizioni vigenti, nonché ad assicurare una efficace ed effettiva tutela dei minori dai rischi di attrazione verso i giochi con vincite in denaro”.

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