Severino al Csm: su prescrizione e intercettazioni serve equilibrio

severinoIl Guardasigilli sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie: “No a condizionamenti resistenze locali”

ROMA – “Trovare un equilibrio sui temi delicati della prescrizione, delle intercettazioni e della responsabilità civile dei magistrati, senza cedere ai ‘condizionamenti’ e alle ‘resistenze locali’ sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, è una ‘riforma storica’ che dovrà ridisegnare la geografia dei tribunali italiani, riducendone il numero e dalla quale sono attesi risparmi per 80 milioni di euro l’anno”. Così, alla prima partecipazione al plenum del Csm, il Guardasigilli Paola Severino, si è mostrata ferma sui punti caldi della giustizia.

Dopo i ringraziamenti del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, seguite da alcune richieste, il ministro ha risposto punto per punto sulle tante questioni in discussione. Il ‘grazie’ di Vietti è stato soprattutto per aver ”accantonato le velleità delle grandi riforme ‘epocali’, annunciate spesso più come avvertimenti che non con reale volontà riformatrice”.

Poi il numero due del Csm ha chiesto di ”evitare riforme eccentriche” che in tema di responsabilità civile dei giudici allontanino l’Italia dal resto d’Europa; di fare presto e bene la riforma della legge anti-corruzione; di predisporre interventi per ”uscire dal dramma kafkiano delle intercettazioni”, strumento ”insostituibile”, ma da riequilibrare; di intervenire sulla prescrizione perché non si trasformi in un ostacolo alla giustizia. La Severino, a proposito di quest’ultimo aspetto ha sottolineato la necessità di trovare ”un punto di equilibrio tra interessi costituzionali tutti rilevanti e tutti da tutelare” e per garantire, quindi, da una parte che la prescrizione ”non escluda la possibilità di giungere a una decisione di merito” e dall’altra che sia ”tutelato il diritto dei cittadini a essere giudicati in tempi equi”.

Una logica, quelle degli equilibri da contemperare, che va estesa anche ”all’uso delle intercettazioni e alla responsabilità civile dei magistrati”. Il ministro si è impegnato in tal senso di fronte al Csm, ”poi i risultati dipenderanno dal Parlamento”.
Vietti si è soffermato anche sul ”fardello” della giustizia civile, dove i tre gradi di giudizio applicati a ogni genere di controversia sono ormai un ”lusso”, e la Guardasigilli ha ribattuto che sull’idea di porre dei ”filtri per l’appello” si sta ragionando.

Un richiamo dal Csm arriva anche sul nodo dei 325 vincitori del concorso in magistratura ancora senza occupazione. ”Saranno assunti entro giugno”, ha assicurato il ministro, ribadendo il clima di piena sintonia tra ministero e Csm, due istituzioni tra cui è ”ormai aperto un vero cantiere”, ha detto.

C’è, infine, il nodo cruciale della riduzione dei tribunali e il ministro lo ha sviscerato a metà del suo discorso. ”Non possiamo farci condizionare” da ”resistenze locali”, seppure ”per molti versi comprensibili”, ha detto. Poi, sollecitata dagli interventi dei consiglieri, è tornata a parlarne nel dibattito essendo ancora più chiara e ribadendo la sua ”seria intenzione di procedere senza che predominino condizionamenti e interessi localistici e personalistici. E’ una riforma storica – ha aggiunto – non possiamo mancare a questo appuntamento”.

Infine, una questione interna allo spinoso tema delle carceri: ”Sarebbe bene che i braccialetti elettronici – ha concluso la Severino spiegando di voler approfondire questo aspetto –  che sono in dotazione al ministero degli Interni, non restino inutilizzati. Credo che su questo strumento ci siano delle resistenze di carattere ideologico, legate a dubbi sulla sua reale capacità di prevenire. Io voglio farmi una cultura sulla sua efficacia e ne ho parlato con alcuni magistrati”.

(Valentina Marsella)

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