12:35 | Fallimenti pilotati e tasse non pagate per 100 mln: 5 arresti

Fallimenti pilotati e tasse non pagate per 100 milioni di euro. Queste le specializzazioni della famiglia Balzarini, che forti della cittadinanza svizzera e di affari un po’ in tutta Italia, nel ramo delle pentole da cucina con il marchio ‘Imco’ andavano avanti da tempo “senza versare nulla all’erario”. Per questo il gip del tribunale di Roma Barbara Callari su richiesta del pm Stefano Rocco Fava ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti del capostipite, Antonio Balzarini e della presunta ‘testa di legno’ Giovanni Rolandi, per cui sono stati disposti i domiciliari per ragioni d’ età.

Il carcere è invece l’indirizzo, dall’ alba di stamane, di Jacqueline Franca Balzarini e dei fratelli Robert e John, anche se quest’ ultimo è considerato almomento irreperibile. Quest’ ultimo, secondo alcuni giornali di gossip, ha avuto un flirt con la magnate e imprenditrice Fiona Swarosky.

Gli accertamenti della Guardia di finanza di Velletri e Frascati sono partiti dall’ analisi dei bilanci della Nathesy srl, che in un batter d’ occhio aveva trasferito la sede da un imponente centro di affari della provincia di Milano ad un garage di Nemi, ai Castelli Romani. I reati per cui il giudice Callari ha emesso il provvedimento restrittivo sono quelli di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Al solo Rolandi è contestata anche la bancarotta documentale. Le Fiamme gialle hanno eseguito oggi anche il sequestro di dieci società. Oltre alla Imco Free Net, Fived spa, W.T.C. spa, JJMR srl, Calamento srl, Wip Sud srl, Mgg Italia srl, Global Service Group srl, Trebor sr; Simi srl.

L’operazione della Guardia di finanza denominata ‘ Empty Cooker 2′ con la quale è stata arrestata la famiglia Balzarini per una evasione fiscale da quasi 100 milioni di euro, ha portato al sequestro di 21 immobili un po’ in tutta Italia.

Secondo quanto ricostruito dal gip Callari sulla base delle indagini del pm Fava e del procuratore aggiunto Nello Rossi, i sigilli sono stati posti su palazzi, terreni e proprietà a Parma, Genzano di Roma, Cavaion Veronese, Sarteano, Santa Maria a Vico, Misterbianco, Cornate d’ Adda, Crema e Napoli. Gli addetti impegnati nella ‘Imco spa’ e gli agenti di vendita nel complesso ammontano ad oltre un migliaio.

“Le aziende erano specializzate nella vendita ‘ porta a porta’ – è stato spiegato dai militari della Gdf – e proprio la diffusione capillare sul territorio è stata utilizzata per cercare di confondere le acque”.

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