17:07 | Terna: cantiere Tiburtina fermo, a rischio sicurezza elettrica Roma Est

E’ a rischio la sicurezza elettrica del quadrante Est della capitale. Lo dice Terna, a proposito del perdurare dello stop al cantiere di via Tiburtina. Un cantiere regolarmente autorizzato – precisa la società – fermo però da oltre un mese a causa di vincoli archeologici e architettonici imposti sullo scavo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Terna in una nota si dice “la prima ad essere danneggiata dal perdurare della situazione in corso” ed di essere in grado di completare i lavori in pochi giorni. Nel cantiere in questione si stanno effettuando i lavori di sostituzione del vecchio cavo elettrico a 220 kV con uno isolato in polietilene, intervento che rientra nell’ ambito del progetto di razionalizzazione e potenziamento della rete elettrica definito dal Protocollo d’ Intesa firmato nel 2010 dalla società insieme con Acea e il Comune di Roma.

Ora sono in corso indagini archeologiche che hanno obbligato la società proprietaria della rete elettrica in alta tensione a modificare i progetti in corso d’ opera con allungamento dei tempi di esecuzione e consistente incremento dei costi.
Infatti, i lavori programmati da Largo Valerio Massimo a Piazza Dante (“Variante linea in cavo interrato C.P. Tiburtina – C.P. Piazza Dante”), per una lunghezza di circa 2,4 km, sono cominciati nel febbraio del 2010 e secondo la tabella di marcia avrebbero dovuto concludersi entro 10 mesi.

Ma, con l’ avanzamento del cantiere, sono emerse considerevoli difficoltà correlate con gli scavi archeologici, che di fatto “stanno dilatando drasticamente – dice la nota – i tempi di realizzazione dell’ opera. Tale dilatazione, oltre a comportare notevoli problemi di traffico per la viabilità della zona e disagi per i cittadini, compromette seriamente la costruzione di un’opera considerata di rilevanza strategica e di fondamentale importanza per il miglioramento della sicurezza e della qualità del servizio elettrico capitolino”.

Le criticità vanno avanti ormai da oltre un anno “nonostante il notevole impiego e impegno di uomini e mezzi messi a disposizione dei funzionari della Sovraintendenza e ai numerosi sopralluoghi congiuntamente effettuati per superare tutte le problematiche emerse”.

Attualmente, per la conclusione dell’ intervento – necessario per far fronte all’incremento del fabbisogno di energia elettrica nella città di Roma – mancano circa 400 metri di scavi ancora da effettuare, mentre per i rimanenti 100 metri già aperti Terna è in attesa dello svincolo da parte del Mibac.

“Se le attività dovessero procedere a questi ritmi, il rischio e’ che il cantiere non veda la fine neanche nel 2012, con gravi ripercussioni per la sicurezza del sistema elettrico locale e cittadino”, conclude Terna.

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