All’ex Ice resiste il direttore generale

andreetta_gabrieleAndreetta, nominato prima della soppressione dell’Istituto, rimane al suo posto con 20mila euro al mese

 

ROMA – Il consiglio di amministrazione dell’Ice, l’Istituto nazionale per il commercio estero, dopo diverse audizioni di candidati sia interni che esterni all’Istituto, ha nominato con deliberazione nell’aprile dello scorso anno il direttore generale dell’ente nella persona di Gabriele Andreetta.

A luglio il decreto legge ha soppresso l’Istituto prevedendo che “per garantire la continuità dei rapporti che facevano capo all’Ice e la correttezza dei pagamenti, il predetto ufficio per gli affari generali del Ministero dello sviluppo economico può delegare un dirigente per lo svolgimento delle attività di ordinaria amministrazione”. L’incarico di dirigente delegato previsto dal succitato articolo è stato assegnato ad un dirigente del soppresso Istituto e non al direttore generale.

A dicembre 2011 un altro decreto legge ha previsto l’istituzione dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, stabilendo che «il dirigente delegato esercita i poteri attribuiti dalla legge al consiglio di amministrazione e al direttore generale del soppresso Istituto necessari per la realizzazione di diverse iniziative come la stipula dei contratti e le autorizzazioni dei pagamenti».

Anche questa volta l’incarico di dirigente delegato generale non è stato assegnato al direttore generale del soppresso Istituto (Andreetta), ma al dirigente generale dell’ufficio per gli affari generali e le risorse del ministero per lo Sviluppo economico, Mirella Ferlazzo.

Nonostante questo Andreetta continua a percepire mensilmente, secondo quanto risulta da diverse fonti, compreso lo stesso sito internet del soppresso istituto, il normale trattamento economico previsto dal suo contratto pari ad oltre 20.000 euro lordi mensili, nonostante quindi non possa esercitare le sue funzioni, attribuite ad altro dirigente. Non solo, il contratto in essere con Andreetta scadrà solo il 9 maggio 2015.

Il rappresentante dell’Idv, Antonio Borghesi, si chiede a questo punto quali siano le motivazioni della mancata rescissione del contratto del direttore generale in seguito alla soppressione dell’ente e quali iniziative si intendano compiere sia per evitare che una simile situazione si prolunghi ulteriormente considerata la durata quadriennale del contratto in essere, sia per accertare eventuali responsabilità discendenti dall’aver finora corrisposto nove mensilità di stipendio ad un direttore generale impossibilitato per legge a svolgere le sue funzioni.

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